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Trend dei diamanti intesi come bene rifugio

art02Fino a pochi anni fa, il bene rifugio per eccellenza era l’oro. Il trend però adesso è cambiato e vede come protagonista i diamanti. Secondo la finanza, infatti, queste pietre sono la forma più concentrata di ricchezza al mondo, ma gli investitori non le avevano ancora considerate, a causa della grande differenza che può esserci da pezzo a pezzo, rendendo così soggettivo il valore e di conseguenza la vendita diventava più complicata. La tecnologia però è venuta in aiuto agli investitori. Infatti, ogni pietra verrà inserita su un chip che permetterà di valutarla immediatamente basandosi sulla quota di scambio e sull’autenticazione istantanea. Un marchio sviluppato dall’International Institute of Diamond Grading and Research (IIDGR), parte del gruppo angloamericano De Beers fornirà un’ulteriore garanzia.
De Beers è il maggiore produttore di diamanti per valore e un leader nell’attrezzatura che valuta e autentica i diamanti, tradizionalmente venduti come gemme a un gruppo limitato di persone di fiducia chiamate sightholder. La compravendita si è però gradualmente aperta e nel 2008 De Beers ha iniziato a vendere diamanti grezzi con aste online, mentre recentemente ha fatto lo stesso con quelli lavorati. Si tratta così del primo ed unico scambio elettronico per il commercio di diamanti a livello di investimento. Secondo molti, questo cambiamento è molto positivo, poichè fornisce trasparenza al prezzo del diamante.
Ad ogni modo, la crisi economica e politica degli ultimi tempi ha spinto i possessori di grandi capitali a investire nei diamanti, poichè offrono invisibilità e mobilità senza eguali. Bisogna però considerare che esistono tre grandi categorie di mercato. La prima riguarda quelli industriali e danneggiati, usati per pulire altri diamanti e nella produzione di chip elettronici, processori e componenti laser. Poi ci sono le gemme utilizzate nell’oreficeria e infine quelli perfetti o quasi, ideali come beni rifugio. Mentre i prezzi di questi hanno visto un trend di grande crescita, ci sono state deviazioni, soprattutto negli anni appena successivi alla crisi. Infatti, siccome le finanze degli addetti al settore si prosciugavano, erano costretti a ridurre gli acquisti di diamanti dai produttori e rivenderli ad un prezzo minore. La situazione restò grave fino al 2014, anno in cui i prezzi dei grezzi scesero del 7% nell’ultimo trimestre. Questa volta era colpa della Antwerp Diamond Bank, che si trovò costretta a chiudere dopo che una grossa vendita ad un’azienda cinese andò in fumo. La ADB fu una grande fonte di finanze agli addetti ai lavori nella città belga per 80 anni, centro mondiale di questa industria.
Ora però il mercato ha ripreso e De Beers prevede che i prezzi ritorneranno quelli di una volta in poco tempo. Le fluttuazioni a breve termine, però, non preoccupano gli investitori. Infatti, per loro l’impotante è salire da una crisi o una situazione qualsiasi con un bene rifugio. Il modo per capire se si è fatto un buon investimento è prendere un trend e considerarlo con una cadenza di tre anni, o meglio ancora di cinque. Secondo le previsioni di Bain & Company, la domanda di diamanti sorpasserà le scorte entro il 2020. In questo modo, il mercato degli investimenti sta per intraprendere un ruolo cruciale nell’industria di queste pietre.
Comprare quote di una compagnia mineraria è sicuramente la strada più conosciuta per chi investe nel commercio. La catena del diamante va dall’estrazione fino alla vendita passando dalla lavorazione. I minatori si assumono il rischio maggiore e spendono la maggior parte del loro tempo all’interno di questa catena, eppure vendono la produzione molto velocemente, perchè spesso sono sottocapitalizzati e vogliono solamente estrarre, dimostrare che hanno ragione riguardo alla geologia per assicurare il prossimo carico di finanziamento. L’industria dei diamanti è una delle poche che funziona al contrario, poichè chi si trova alla fine della corrente ha maggior potere e guadagna nettamente di più. Una grande ambizione è perciò quella di diventare verticale, anche se gli ultimi tentativi si sono rivelati fallimentari.
La globalizzazione ha colpito anche i diamanti e i mercati di queste pietre si sono spostati da New York e dall’Europa verso Sud ed Est, con Dubai come maggiore rappresentante, assieme a Cina, India e Russia. Secondo molti consulenti, il fatto stesso di investire in diamanti significa che vengono considerati come un bene, contrastando con i messaggi tradizionali che si erano invece centrati sul romanticismo e sul mistero. La prospettiva delle miniere a secco, così come il ritorno dei diamanti da più di un carato e la crescente domanda da parte delle nuove economie stanno generando un gran dibattito riguardo ai beni rifugio. Ci vogliono 10 anni e parecchi miliardi di dollari affinchè la scoperta di un giacimento di kimberlite diventi una miniera di diamanti redditizia. Purtroppo però negli ultimi 20 anni non sono state fatte scoperte significanti.
Ad ogni modo, l’unico modo per riuscire con successo ad investire nei diamanti è affidarsi alle imprese e alle strutture specializzate.

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Diamanti sempre più preziosi se certificati

diamanti certificatiInvestire in beni di rifugio può rappresentare una valida alternativa alle classiche forme d’investimento, in particolare quando il mondo della finanza dà evidenti segni di crisi. Tra questi beni spiccano sempre di più i diamanti e la loro richiesta sul mercato sta aumentando in modo esponenziale. Attenzione però, perché investire in diamanti comporta seri rischi se non si hanno conoscenze di base e ci si affida alle persone sbagliate. Ecco allora alcuni consigli per investire in diamanti senza fregature.

Diamanti si, ma solo se certificati

Quando decidiamo di investire dei soldi in diamanti, ricordiamo di acquistare solo ed esclusivamente diamanti certificati, ovvero delle gemme che sono state sottoposte ad analisi specifiche da parte di laboratori riconosciuti a livello internazionale. Ciò significa che se la certificazione proviene da chi non ha le credenziali, può prestarsi a dubbie interpretazioni, con il rischio di ritrovarvi tra le mani un diamante dal valore incerto e che difficilmente riuscirete a rivendere.
Per investire in modo sicuro, il consiglio è quello di acquistare esclusivamente diamanti con certificazione IGI, GIA o HRD. Queste tre sigle indicano le iniziali dell’istituto che le rilascia e nello specifico:

- IGI (International Gemological Institute) è la certificazione rilasciata dall’Istituto Gemmologico Internazionale con sede ad Anversa (Belgio), che oltre alla autenticità del diamante ne attesta la purezza, la brillantezza, il taglio, il colore, nonché dimensione e forma.

- HRD (Hoge Raad voor Diamant) viene rilasciato dall’Alto Consiglio dei Diamanti, sempre con sede ad Anversa. Anche quest’istituto certifica l’autenticità della gemma e tutte le altre caratteristiche viste prima.

- GIA (Gemological Institute of America) è il certificato rilasciato dall’Istituto Gemmologico degli Stati Uniti con sede a Los Angeles.

Per un investimento sicuro è preferibile acquistare esclusivamente diamanti con le suddette certificazioni, perché solo così è possibile valutare un diamante e farne la comparazione con altri simili.

Caratteristiche dei diamanti certificati

Ogni laboratorio gemmologico prima di rilasciare la certificazione effettua una serie di analisi per valutare le cosiddette 4C, ovvero il colore (colour), il peso (carat), il taglio (cut) e la purezza (clarity). Si tratta di quattro elementi che stanno alla base della qualificazione e valutazione di un diamante. Per chi non fosse esperto del settore, i diamanti da scegliere come forma di investimento sono quelli con caratura tra 0,5 e 1,5 e con un colore che va dal D ad H; come taglio è preferibile scegliere dal very good in su e come purezza da IF a VF. Un’altra cosa molto importante da tener conto quando si acquistano dei diamanti è quello della “rarità”, ossia è consigliato scegliere dei pezzi rari, rispetto a quelli più comuni, questo perché in futuro sarà molto più semplice rivendere un diamante raro piuttosto che uno uguale a tanti altri.

Quanto valgono i diamanti

Per sapere quanto vale un diamante si fa riferimento al listino Rapaport, cioè un listino de prezzi all’ingrosso pubblicato tutti i giovedì a New York in cui si valuta l’andamento del mercato dei diamanti in tutto il mondo. Il Rapaport viene utilizzato da tutti coloro che si occupano di questo tipo di investimenti ed indica il prezzo base da cui far partire le contrattazioni. Anche il listino Raparport è basato sulle 4C, ossia quelle particolari caratteristiche dei diamanti che stanno alla base della certificazione di autenticità.
Un’ultima cosa che vale la pena ricordare è che l’investimento in diamanti è un investimento a lungo termine, ciò significa che per iniziare a guadagnare da questo tipo di investimento occorre avere pazienza e aspettare almeno 5 anni. Inoltre, si tratta di un investimento vantaggioso in quanto non soggetto ad alcun tipo di tassazione. In ogni caso è sempre bene affidarsi a chi ha un minimo di esperienza in materia e se possibile rivolgersi direttamente a chi vende diamanti, evitando intermediari che ne faranno lievitare il prezzo o far pagare delle commissioni sulla transazione.

 

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 Come diversificare gli investimenti con i diamanti

come acquistare un diamante da investimento

come acquistare un diamante da investimento

Diversificare è uno dei cardini su cui si basa il manuale del bravo investitore. Il capitale di ogni risparmiatore andrebbe infatti suddiviso in diverse tranche, con ogni parte da dedicare a investimenti che hanno rendimenti e orizzonti temporali diversi. La diversificazione è fondamentale per evitare che il capitale si svaluti con investimenti a basso rendimento o al contrario subisca gravi e importanti perdite con scelte troppo rischiose. All’interno di una buona diversificazione devono essere presenti entrambi i profili di investimento, naturalmente con percentuali diverse e si sta sviluppando in questi ultimi anni una nuova forma di investimento, quella nelle materie prime fisiche.

I diamanti
Quando si parla di materie prime il metallo che viene subito in mente e sul quale effettivamente esiste un mercato aperto 24 ore su 24, 7 giorni su 7, all’interno del quale investono figure professionali e non, di tutto il mondo, è l’oro, ma esiste anche un altro materiale, oltre l’argento, molto prezioso, ancor più del cosiddetto petrolio giallo, che può essere considerato un’alternativa di investimento, un bene rifugio nei momenti in cui i mercati sono soggetti a forte volatilità: il diamante.
L’investimento in diamanti ha conosciuto negli ultimi anni un rapido sviluppo grazie ad alcune caratteristiche peculiari possedute esclusivamente da questo metallo. Intanto le sue dimensioni che lo rendono un perfetto strumento per movimentare valore, così piccolo eppure così prezioso. Il diamante, così come l’oro e l’argento, non subiscono gli effetti dell’inflazione, ma anzi acquistano più valore al suo crescere, sono un bene durevole, sono infatti il prodotto più duro sulla Terra a prova quindi di rottura. Il diamante è qualcosa di tangibile, a differenza di azioni e certificati, che non solo può essere visto e toccato, ma essendo considerato anche un gioiello e un bene di lusso, può anche essere indossato e mostrato.

Investire in diamanti
L’investimento in diamanti, come detto in precedenza, può rientrare in un’ottica di diversificazione del rischio e dell’orizzonte temporale nell’investire il proprio capitale. A questo specifico segmento, in particolare, si deve dedicare solo una porzione minoritaria dell’intero portafoglio, perché il mercato è in realtà complesso e ricco di insidie.
Prima di avventurarsi nell’investimento in diamanti è bene conoscere almeno un minimo le regole e i termini, in altre parole le basi del mestiere. Innanzitutto il modo in cui un diamante è catalogato e giudicato secondo il sistema delle 4 C che sono Cut (taglio), Clarity (purezza), Color (colore) e Carat weight (peso in carati). Anche all’interno dello stesso investimento, rimane sempre una buona regola diversificare, magari comprando, con il budget destinato a questo mercato, più diamanti di colore diverso, non sapendo se in futuro acquisterà più valore il diamante rosa piuttosto che il diamante blu.
Inoltre bisogna imparare a non avere fretta nell’effettuare l’acquisto di un diamante, ma valutarlo dopo aver comparato i prezzi tra loro, è facile infatti confrontare il prezzo fra diverse offerte di venditori per pietre simili, certo diventa una pratica più complessa e richiede più preparazione ed esperienza quando a confrontarsi sono diamanti con colori diversi.
Una pietra comune, che tutti hanno e che quindi tutti possono offrire, nel momento in cui si vende subisce una forte concorrenza da altri possibili venditori, al contrario un diamante naturale con caratteristiche speciali, una pietra rara, ha più capacità di sfruttare la sua unicità.

I rischi legati all’investimento in diamanti
Per evitare sorprese, quando si acquista un diamante sia online che da un rivenditore, è importante che la pietra sia certificata, perché anche lievi variazioni di un attributo possono portare a grandi oscillazioni nel prezzo. In particolare meglio se la certificazione sia GIA che è il più controllato e famoso istituto gemmologico nel mondo.
Uno dei problemi legati al mercato dei diamanti è che, al contrario di oro e argento che hanno una quotazione e un mercato regolamentato, i diamanti ne sono sprovvisti. C’è quindi molto spesso poca chiarezza e trasparenza sui prezzi, soprattutto per i diamanti colorati la cui valutazione si basa su domanda e offerta.
Il secondo inconveniente che riguarda i diamanti è che non sono facilmente liquidabili, mentre l’acquisto risulta più facile infatti, la vendita comporta non poche difficoltà. Alcune aziende che lo comprano come se fosse oro, offrono prezzi molto bassi e poco convenienti, una soluzione può essere considerata quella di affidarsi alle aste organizzate da Sotheby’s e Christie’s, riservate però alle pietre di fascia alta.
In ultimo, attenzione alle truffe che provengono anche da soggetti che meno ti aspetti come banche o società specializzate, colpevoli sovente di vendere ai risparmiatori a prezzi gonfiati le pietre preziose.
Calma e pazienza sono le parole d’ordine nel momento in cui ci si avvicina a questo tipo di investimento senza fermarsi alle apparenze, ricordando comunque che comprare diamanti è un investimento a lungo termine, con oscillazioni vincenti ma nel tempo.

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Quali pietre preziose acquistare per investimento

investire in pietre prezioseDecidere di investire in pietre preziose è la risposta ad una esigenza di monetizzazione lenta ma ben remunerata. Molti sono i soggetti che si orientano verso questo mercato ma per farlo, vi è la necessità di un’adeguata formazione.

Si sa che sin dall’antichità le gemme ma anche l’oro e l’argento venivano scambiati con le stesse modalità previste per il denaro. Attualmente, acquistare e rivendere gemme, significa assicurarsi il capitale privato senza assoggettarlo alla perdita di valore, cosa che accade per il denaro.

Vi sono molti corsi dedicati agli orafi ma anche ai semplici appassionati al settore delle gemme e dei preziosi, che permettono di acquisire le adeguate competenze. Questi infatti cercano di insegnare le differenze soprattutto in materia di diamanti, pietre preziose di colore diverso e perle. La loro utilità è volta sia alla vendita ma anche alla semplice comprensione, importante nel caso in cui si voglia optare per un investimento. Per evitare problemi o di incorrere in truffe, è bene quindi saper valutare una certa pietra preziosa, usare la corretta nomenclatura, leggere correttamente i certificati gemmologici. Con gli strumenti adatti si potranno dare risposte adatte all’acquirente, se il corso è rivolto a gioiellieri e venditori. Mentre se si è investitori, frequentare corsi del genere servirà a valutare al meglio l’oggetto prezioso.

Cosa ci si aspetta da un investimento in pietre preziose?

Quando si decide di guardare al mercato dei preziosi, bisogna considerare che questa non è una modalità veloce per monetizzare e vi sono anche dei rischi riassumibili in tale regola: “maggiore è il profitto e maggiore è il rischio” e aggiungiamo che l’investimento in pietre preziose paga solo in un lungo periodo. Ma cosa si intende per lungo periodo? Non meno di dieci anni, per cui in questo tipo di mercato bisogna essere anche molto pazienti.

Le pietre preziose

Scegliere quale pietra preziosa è adatta a incrementare il proprio patrimonio non è semplice. È necessario avere una giusta formazione per evitare falsi e truffe. Optare per il diamante significa aver a che fare con un gioiello raro, non sempre reperibile in tutti i continenti. Per questa ragione la domanda di diamanti sul mercato è costantemente alta. Si tratta di una gemma perfetta. Ha una elevata durezza, colori scintillanti e intensi e soprattutto brilla. Ciò che deve interessare però, è ovviamente la sua rarità.

Investire in diamanti significa anche imbattersi alle volte in un mercato clandestino e quindi fuori legge. È importante acquistare pietre che posseggano certificati gemmologici di caratura internazionale, ben sigillati e che abbiano un numero di certificazione adatto al riconoscimento, come GIA, HRD, IGI.

I diamanti vanno acquistati presso mercati leciti e sicuri, con le dovute garanzie, avendo ben chiaro il significato della caratura, la purezza del diamante, il suo colore. Solo da questi elementi sarà possibile ricavarne il giusto prezzo.

Altre pietre preziose su cui investire

Non solo i diamanti sono adatti per un investimento. Ci sono infatti altre pietre preziose di colore diverso, adatte ad una monetizzazione a lungo termine.

I rubini ad esempio sono gemme molto interessanti. Appartengono alla famiglia degli zaffiri, sono durevoli e di piccole dimensioni. Gli zaffiri invece hanno delle quotazioni di mercato non molto alte, per cui è possibile acquistarli a prezzi ragionevoli. I loro colori sono scintillanti, belli e duraturi nel tempo. È facile trovare zaffiri di colore rosa ma anche blu. Il valore non viene ricavato in base al colore.

Le perle sono considerate un’ottima forma di investimento, è necessario che queste siano naturali per essere considerate preziose e non di allevamento. Una perla preziosa viene selezionata per colore, lustro, forma e luce che riflette. Sono questi gli elementi utili per poter fare un buon acquisto.

Vi sono molte altre pietre preziose che permettono di guadagnare nel lungo periodo. Possiamo scegliere tra spinelli, alessandriti, smeraldi. Il consiglio importante è saper riconoscere il valore e avere strumenti necessari adatti a selezionare la gemma più preziosa. Inoltre, va ricordato che l’investimento non è a breve ma a lungo termine, per cui i risultati saranno visibili non prima di cinque anni. Si tratta di un incremento del patrimonio altamente sicuro e per niente rischioso, non soggetto ad alcun tipo di tassazione, burocrazia e spese.

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Gioielli usati conservarli o cederli al compro oro

s283474598412890456_p150_i5_w300Molto spesso capita di aprire un cassetto e trovare quella vecchia collanina d’oro rotta o quel bracciale mai messo e chiedersi se conservare questi beni oppure venderli ad un compro oro. Questa scelta può dipendere da molti fattori, sicuramente se il gioiello d’oro in questione è danneggiato, non è mai stato indossato oppure non è in linea con i propri gusti si può optare per la vendita.
È in ogni caso un oggetto al quale non si è legati particolarmente e che giace nel fondo di un buio cassetto senza uno scopo ed un perché. In questo caso c’è la reale possibilità di cedere l’oro usato in cambio di denaro contante, che potrebbe servire per qualsiasi evenienza o per togliersi qualche sfizio senza per questo dover intaccare le proprie finanze. Il vantaggio di vendere gioielli usati ai compro oro è quello di poter subito monetizzare la vendita e riuscire in questo modo a fare dei nuovi acquisti. Il desiderio di comprare quell’ultimo modello di smartphone, di tablet o di andare a passare quel tanto agognato week-end fuori porta potrebbe così essere realizzato in tempi celeri.
I gioielli rotti e non usati sono un vero capitale che a volte si possiede in casa senza nemmeno saperlo. L’oro usato è il metodo migliore per avere soldi in contanti in modo sicuro e garantito. Anche i monili in argento possono essere venduti, così come ogni tipo di rottame in questa lega. Spesso capita di ritrovare in casa pezzi di vecchi servizi di posate oppure quella teiera ormai annerita e senza manico, questi oggetti senza vita e utilizzo si possono convertire in denaro da spendere come meglio si crede, liberando anche spazio prezioso in casa.
Prima di recarsi presso l’esercizio adibito a questa pratica è consigliabile pesare i propri averi in oro o argento su una bilancia digitale. In questo modo ci si potrà rendere conto del peso effettivo degli oggetti e fare un calcolo approssimativo su quanto si riuscirà a guadagnare. A questo punto si può effettuare una piccola ricerca sul web dei compro oro della zona che propongono le quotazioni migliori. Una volta effettuata la scelta si può andare di persona presso il negozio prescelto e chiedere ogni tipo di informazione.
Bisogna sempre affidarsi a degli esercizi accreditati, affidabili e che operano secondo ogni norma in vigore. Nella Capitale suggeriamo il Compro Oro Roma OroChange Per la vendita è necessario portare con sè un documento d’identità e il codice fiscale che devono sempre essere richiesti dall’esercente. Il primo step che si compie in negozio è quello della verifica e della purezza dell’oro da vendere, che il compratore solitamente svolge in pochi attimi mediante un semplice test sul posto. Si passa poi alla pesa dell’oro o argento usato e si fa il calcolo del suo valore. Se il prezzo è soddisfacente si procede all’atto di vendita, del quale si riceverà una copia. A questo punto l’affare è concluso, ci si è liberati di oggetti inutilizzati e rotti in cambio di denaro immediato e in contanti. Un modo intelligente, veloce e pratico per riuscire a realizzare ogni piccolo o grande desiderio.

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Gioielli preziosi, le varie epoche e dove acquistarli

pietre prezioseE’ nella natura dell’uomo e, soprattutto, della donna, indossare oggetti preziosi che ne valorizzino l’aspetto. Fin dalla preistoria, ancor prima di imparare a vestirsi, conchiglie, pietre e parti di ossa animali erano utilizzate per decorare il proprio corpo.

Per i primi monili d’oro occorre aspettare il 5000 avanti Cristo. Gli Egizi e gli antichi popoli sudamericani utilizzavano già questo metallo nobile sia per motivi religiosi che per ornamento.

I metodi di lavorazione come la tecnica cosiddetta a “cera persa” degli egizi e, successivamente, quella della “granulazione“, di Sumeri ed Etruschi, diventarono man mano più sofisticati. 
In epoca più tarda, si cominciarono ad abbinare i metalli nobili con le pietre preziose, incastonandole in modo da formare ciondoli e corone. Probabilmente uno degli oggetti preziosi di questo tipo più famosi è il tau, il talismano di Carlo Magno, del nono secolo, che oggi è conservato a Reims. Questo pendente conterrebbe una ciocca dei capelli della Madonna, a testimoniare ancora una volta la valenza religiosa dei gioielli di quel tempo, che peraltro non potevano essere indossati dalle donne.

Solo dal quindicesimo secolo si iniziò la lavorazione di gioielli a scopo puramente decorativo per le ricche signore nobili dell’epoca. Anche per questo si instaurò una fiorente attività di orafi, in particolare in Italia, a Firenze. 

Durante il Rinascimento (dal quattordicesimo al sedicesimo secolo) l’arte orafa si raffinò notevolmente. I ceti nobiliari richiedevano monili che ben si adattassero all’abbigliamento, e quindi assistiamo alla nascita di stili diversi, in rapida evoluzione. Grazie (o a causa) della possibilità di un gioiello con pietre preziose di essere trasformato in un altro con fogge differenti, i gioielli di quell’epoca sono molto rari, poiché spesso erano vittime di questa pratica. Tra l’altro, in quel periodo, anche famosi artisti come Brunelleschi e Donatello si cimentarono, all’inizio della carriera, nell’arte orafa.
Successivamente, le forme dei gioielli, siano essi pendenti, collane, orecchini o bracciali, seguirono le leggi della moda, ad esempio, assumendo le fattezze dello stile barocco tra il diciassettesimo e il diciottesimo secolo. A questo seguì il periodo rococò. Nato in Francia nel diciottesimo secolo, questo periodo è caratterizzato da un uso di riccioli e volute che si riscontravano naturalmente anche nei gioielli dell’epoca.
Forse a seguito degli eccessi di barocco e rococò, seguì, dalla fine del diciottesimo secolo e fino alla metà dell’800, un periodo dove lo stile diventava decisamente più sobrio: il neoclassico seguito dallo stile impero. I gioielli in questo stile hanno linee più rigorose e richiami agli stilemi classici.

La classificazione dei gioielli indica come antichi quelli appartenenti alle epoche sopra elencate, e la linea di demarcazione tra gioielli antichi e gioielli d’epoca attorno al 1850. Un gioiello è considerato d’epoca se la sua realizzazione avviene tra il 1850 e il 1945 circa, cioè fino al secondo dopoguerra.

orecchiniDalla metà del 1800 in poi assistiamo alla nascita delle grandi case di oreficeria che ritroviamo anche ai giorni nostri. Nel 1937, a San Pietroburgo abbiamo la Fabergè. Sempre in questi anni troviamo la nota casa francese di gioielleria e orologeria Cartier, fondata da Louis-François Cartier nel 1947. Di un decennio più tardi è la nascita di un altro grande marchio francese: Boucheron, fondato a Parigi da Frédéric Boucheron.
In Italia, e precisamente a Roma, in via dei Condotti, il greco Sotirios Voulgaris inizierà la storia di Bulgari. E’ il 1884.

L’affascinante epoca che succede al neoclassico è il famoso liberty, detto altrimenti art nouveau, che anche nei gioielli è riconoscibile attraverso il fresco stile floreale, con linee morbide che diventeranno poi più spigolose nel periodo cubista. 

Del 1919 è la nascita in chiave moderna della gioielleria Buccellati, oggi tra le più famose per quanto riguarda i gioielli di lusso

Negli anni successivi, anziché un genere ben preciso, ci sarà l’avvento di designer che, spesso per conto delle case di gioielleria di alta classe, realizzeranno i gioielli anche in funzione delle pietre preziose che dovranno essere incastonate.

Chi ha acquistato o ha ereditato questi stupendi gioielli d’epoca, o, in rari casi, antichi, può vantarsi di possedere in casa un vero tesoro, piccolo o grande che esso sia. A chi invece è affascinato e ama o amerebbe possedere questi tipi particolari di gioielli, possiamo consigliare di frequentare le aste e, se si è fortunati, i negozi di Compro Oro. Qui può accadere che gioielli d’epoca si possano trovare in condizione perfetta (rigenerati, cioè perfettamente restaurati e opportunamente puliti) a prezzi molto vantaggiosi!

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