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Consigli su come investire i tuoi risparmi in oro,argento e diamanti

Prezzo oro al grammo, quanto vale l’oro usato?

oro lavoratoMolti sanno che ogni giorno il mercato di Londra stabilisce la quotazione dell’oro al grammo, ossia il valore medio di riferimento, valido per tutte le operazioni di compravendita.
Quello che invece molti ignorano, andando incontro a spiacevoli sorprese, è che con questo valore, si è soliti indicare l’oro a 24 carati, (verghe, pepite, lingotti,) ossa “l’oro puro” al 99,9%:
percentuale, questa, che non corrisponde a quella “dell’oro usato”, relativa cioè, agli oggetti preziosi comunemente posseduti ed acquistati in gioielleria.
Pertanto, quando si ha necessità di stimare un gioiello, la prima cosa da fare è stabilire il suo titolo, generalmente visibile nella punzonatura.
Infatti, la caratura di un collier, di un bracciale o di un anello, ha un significato ben preciso perché corrisponde alla quantità di oro, presente nell’oggetto.
Questo significa che, per quanto preziosi, tutti i monili, essendo costituiti da leghe che contengono soltanto il 75% di oro, non possono avere un titolo superiore ai 18K.

Bisogna fare attenzione ai gioielli antichi o non realizzati in Italia, come quelli provenienti dai Paesi arabi o dagli Stati Uniti perché, in questi casi, la caratura potrebbe essere addirittura inferiore (14, 12 e talvolta anche 9 K).
Per fare chiarezza, in maniera definitiva ed inequivocabile, basta consultare il sito on line dei più famosi Compro oro, in quanto tutti riportano correttamente, una tabella con i relativi indici di riferimento.

Ma quali sono i punti di forza dell’oro e, in caso di vendita, come far fruttare al meglio l’oro usato?
Innanzitutto, se è possibile, sarebbe meglio non avere fretta e non affidare nulla al caso.
Stabiliti i parametri fondamentali per calcolare il giusto valore, è buona consuetudine informarsi sul trend dell’oro, seguendo le previsioni degli esperti o dei maggiori Istituti finanziari.
Molti analisti, ad esempio, attribuiscono alle recenti dichiarazioni di Janet Yellen, la donna più potente della Federal Reserve, la battuta d’arresto dell’oro che si è verificata nel mese di marzo appena trascorso, anche se, complessivamente nel 1° trimestre 2014, il prezzo del metallo prezioso è cresciuto del 6,8%, rispetto allo stesso periodo del 2013.
Ma proprio in questi giorni, sono bastate le attestazioni di “ritrovata stabilità” da parte della Morgan Stanley e le stime positive della Barclays britannica, a far ritornare il sorriso agli investitori e ai piccoli risparmiatori, intenzionati a vendere.
Infatti, ad aprile dovrebbe verificarsi quello che, gli esperti definiscono un “rimbalzo tecnico”, ossia un aumento consistente dei flussi sull’oro, con conseguente “trend al rialzo”, già visibile nelle prossime 3/4 settimane.

Quest’iniezione di fiducia, si traduce in buone prospettive di crescita per il metallo giallo e, quindi, la possibilità per chi deve cedere oro, di ricavare ottimi guadagni, diversamente da quanto avviene nei periodi di “trend al ribasso”.
Dopo aver monitorato l’andamento dei mercati, è importante seguire alcune regole, molto semplici ma di grande utilità.
Ad esempio, nonostante la valutazione dell’oro sia uguale in ogni angolo del pianeta, non si può dire altrettanto per le tariffe dei Compro oro, visto che ognuno compra al prezzo che vuole.
Ecco perché è importante sapere che la trattenuta del gioielliere non deve superare l’8%: qualora venga richiesta una percentuale maggiore, è meglio rivolgersi altrove.
In caso di gioielli che appartengono ad un brand famoso, si consiglia di chiedere un’ expertise a parte, perché grazie a questo valore aggiunto, potrebbero fruttare molto di più.
Diventa fondamentale, quindi, verificare la disponibilità di alcuni servizi innovativi come il “blocca prezzo on line” o la “condivisione sui social network”, che solo alcuni Compro Oro offrono, praticando, così, condizioni economiche molto più favorevoli di altri.

Ecco perché l’ultima regola è la più importante di tutte: la scelta deve ricadere sempre su un Compro Oro che appartiene ad un Gruppo solido e ben strutturato, presente non solo a livello locale, ma nazionale.
Troppi sono stati, negli ultimi anni, i commercianti che si sono intrufolati nel settore senza averne la competenza, né i requisiti, tanto che centinaia di esercizi, hanno aperto e chiuso i battenti, nel giro di pochissimo tempo.
Meglio, quindi, diffidare di coloro che smaniosi di successo, si fanno pubblicità con “slogan ad effetto” e che, magari, non chiedono nemmeno i documenti per registrare la transazione.
I migliori compro oro sono quelli che, con passione e sacrificio, hanno impiegato anni per conquistare la fiducia dei consumatori, operando secondo alti standard di qualità.
Sempre disponibili per qualsiasi preventivo gratuito, questi operatori specializzati sono costantemente alla ricerca di sistemi, sempre più innovativi e tecnologicamente avanzati, per soddisfare le diverse esigenze del cliente, anche attraverso promozioni e proposte personalizzate.

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Mercato oro usato, esiste ancora?

mercato dell'oro usatoIl mercato dell’oro usato è ancora florido, o al contrario si tratta di un settore che ha subito una flessione importante nella sua storia più recente?
Si può affermare senza esitazioni che quello dell’oro usato è un mercato ancora molto vivo, come testimoniato in modo inequivocabile dal fatto che nelle città italiane sono ancora presenti tantissime attività di compro oro.
Questo settore dunque non è affatto in crisi, semmai si può sostenere che esso è stato interessato da importanti cambiamenti rispetto ai suoi albori.
In molti ricorderanno che in un passato non lontano, indicativamente attorno al 2005, i compro oro vissero un vero e proprio boom: esercizi commerciali di questo tipo iniziarono a proliferare da Nord a Sud, la concorrenza tra le aziende del settore divenne spietata, e anche tra i contenuti pubblicitari i compro oro costituivano una presenza pressoché costante.
In tale periodo i compro oro riuscirono a costruire dei business molto cospicui, e non è certo per caso se questo successo così evidente ha corrisposto, a livello indicativo, con il culmine della crisi economica che ha interessato l’Italia.
Tra il 2000 e il 2010 infatti moltissimi cittadini italiani sono venuti a conoscenza del fatto che era possibile vendere in modo completamente legale degli oggetti in oro al fine di trasformarli in denaro contante, di conseguenza non hanno esitato ha perseguire questa possibilità pur di avere a disposizione un po’ di liquidità in più.
Sarà certamente accaduto che alcune famiglie si siano private di oggetti in oro a malincuore, proprio perché la loro condizione di difficoltà economica le ha portate a compiere simili rinunce.
Oggi il settore dei compro oro si presenta tuttavia in una “veste” completamente differente: a rivolgersi a queste aziende non sono più persone in difficoltà economica che pur di avere a disposizione del denaro si privano di oggetti in oro appartenenti alla famiglia, bensì delle persone che dispongono di un reddito.
L’odierno cliente medio del compro oro, quindi, non ha esigenze economiche particolari, semplicemente è consapevole del fatto che la vendita di oggetti in oro usati può rivelarsi un’opportunità interessante e per tale motivo decide di coglierla.
Ciò che il cliente di un compro oro riesce ad assicurarsi, dunque, rappresenta nella grande maggioranza dei casi un utile “extra” grazie al quale riesce a concedersi qualche piccolo sfizio, dalla cena al ristorante allo smartphone nuovo, dal viaggio con gli amici all’accessorio per la propria auto.
Al di là di questi importanti cambiamenti è fondamentale sottolineare che il settore dei compro oro è divenuto molto più ferreo sul piano delle normative, e questo è senza dubbio un bene.
Grazie all’introduzione di regole sempre più stringenti e grazie alla rigorosa tracciabilità di ogni singola operazione, oggi si è riuscito a escludere in modo pressoché totale l’eventualità che i compro oro possano in qualche modo agevolare delle attività poco lecite.
Anzitutto è interessante sottolineare che i compro oro sono soggetti a norme ferree dal punto di vista dell’antiriciclaggio, peraltro in questo settore la soglia massima dei pagamenti in contanti è molto più bassa rispetto a quella generica: mentre nel commercio è possibile effettuare in contanti i pagamenti fino a 3.000 €, gli esercenti dei compro oro possono riconoscere in questa modalità quanto dovuto ai loro clienti entro un massimo di 499,99 €.
Questo non significa, sia ben chiaro, che non si possano effettuare operazioni economicamente più consistenti, semplicemente per le medesime è necessario che le transazioni vengano eseguite con mezzi tracciabili, dunque ad esempio tramite assegno o bonifico bancario.
Oggi l’esercente ha l’obbligo di identificare il cliente che presenta degli oggetti in oro, richiedendo i suoi documenti di identità, inoltre con altrettanta precisione deve essere tenuta traccia della vendita compiuta, annotando non solo la data, ma anche l’orario in cui è avvenuta: grazie a queste disposizioni di legge, dunque, è esclusa l’eventualità che un malvivente possa vendere degli oggetti in oro rubati facendola franca.
A carico dell’esercente, inoltre, vi sono anche una serie di obblighi specifici: gli addetti ad esempio sono tenuti a segnalare per tempo qualsiasi operazione che, sulla base di specifici parametri, potrebbe essere considerata “sospetta”.
L’odierno mondo dei compro oro è dunque un settore assolutamente “pulito”, scevro da qualsiasi connotazione negativa.
L’introduzione di leggi rigorose è stata sicuramente molto importante nel cambiamento che ha interessato il mondo dei compro oro, parallelamente a questo va sottolineato che le aziende del settore offrono ai clienti dei servizi sempre più validi.
Da questo punto di vista si può anzitutto sottolineare che gli odierni compro oro perseguono delle politiche di massima trasparenza, di conseguenza anche i clienti che non hanno nessuna conoscenza del settore hanno modo di informarsi con grande facilità sul valore dei loro oggetti e sui loro diritti di consumatori.
Chi si rivolge ai compro oro inoltre può usufruire di una serie di strumenti preziosissimi per vendere i propri beni nel modo più fruttuoso possibile: oggi ad esempio è possibile “bloccare” la miglior quotazione utilizzando degli appositi strumenti online, molto pratici nel loro utilizzo e determinanti per riuscire a massimizzare la fruttuosità della propria vendita.

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Quali pietre preziose acquistare per investimento

investire in pietre prezioseDecidere di investire in pietre preziose è la risposta ad una esigenza di monetizzazione lenta ma ben remunerata. Molti sono i soggetti che si orientano verso questo mercato ma per farlo, vi è la necessità di un’adeguata formazione.

Si sa che sin dall’antichità le gemme ma anche l’oro e l’argento venivano scambiati con le stesse modalità previste per il denaro. Attualmente, acquistare e rivendere gemme, significa assicurarsi il capitale privato senza assoggettarlo alla perdita di valore, cosa che accade per il denaro.

Vi sono molti corsi dedicati agli orafi ma anche ai semplici appassionati al settore delle gemme e dei preziosi, che permettono di acquisire le adeguate competenze. Questi infatti cercano di insegnare le differenze soprattutto in materia di diamanti, pietre preziose di colore diverso e perle. La loro utilità è volta sia alla vendita ma anche alla semplice comprensione, importante nel caso in cui si voglia optare per un investimento. Per evitare problemi o di incorrere in truffe, è bene quindi saper valutare una certa pietra preziosa, usare la corretta nomenclatura, leggere correttamente i certificati gemmologici. Con gli strumenti adatti si potranno dare risposte adatte all’acquirente, se il corso è rivolto a gioiellieri e venditori. Mentre se si è investitori, frequentare corsi del genere servirà a valutare al meglio l’oggetto prezioso.

Cosa ci si aspetta da un investimento in pietre preziose?

Quando si decide di guardare al mercato dei preziosi, bisogna considerare che questa non è una modalità veloce per monetizzare e vi sono anche dei rischi riassumibili in tale regola: “maggiore è il profitto e maggiore è il rischio” e aggiungiamo che l’investimento in pietre preziose paga solo in un lungo periodo. Ma cosa si intende per lungo periodo? Non meno di dieci anni, per cui in questo tipo di mercato bisogna essere anche molto pazienti.

Le pietre preziose

Scegliere quale pietra preziosa è adatta a incrementare il proprio patrimonio non è semplice. È necessario avere una giusta formazione per evitare falsi e truffe. Optare per il diamante significa aver a che fare con un gioiello raro, non sempre reperibile in tutti i continenti. Per questa ragione la domanda di diamanti sul mercato è costantemente alta. Si tratta di una gemma perfetta. Ha una elevata durezza, colori scintillanti e intensi e soprattutto brilla. Ciò che deve interessare però, è ovviamente la sua rarità.

Investire in diamanti significa anche imbattersi alle volte in un mercato clandestino e quindi fuori legge. È importante acquistare pietre che posseggano certificati gemmologici di caratura internazionale, ben sigillati e che abbiano un numero di certificazione adatto al riconoscimento, come GIA, HRD, IGI.

I diamanti vanno acquistati presso mercati leciti e sicuri, con le dovute garanzie, avendo ben chiaro il significato della caratura, la purezza del diamante, il suo colore. Solo da questi elementi sarà possibile ricavarne il giusto prezzo.

Altre pietre preziose su cui investire

Non solo i diamanti sono adatti per un investimento. Ci sono infatti altre pietre preziose di colore diverso, adatte ad una monetizzazione a lungo termine.

I rubini ad esempio sono gemme molto interessanti. Appartengono alla famiglia degli zaffiri, sono durevoli e di piccole dimensioni. Gli zaffiri invece hanno delle quotazioni di mercato non molto alte, per cui è possibile acquistarli a prezzi ragionevoli. I loro colori sono scintillanti, belli e duraturi nel tempo. È facile trovare zaffiri di colore rosa ma anche blu. Il valore non viene ricavato in base al colore.

Le perle sono considerate un’ottima forma di investimento, è necessario che queste siano naturali per essere considerate preziose e non di allevamento. Una perla preziosa viene selezionata per colore, lustro, forma e luce che riflette. Sono questi gli elementi utili per poter fare un buon acquisto.

Vi sono molte altre pietre preziose che permettono di guadagnare nel lungo periodo. Possiamo scegliere tra spinelli, alessandriti, smeraldi. Il consiglio importante è saper riconoscere il valore e avere strumenti necessari adatti a selezionare la gemma più preziosa. Inoltre, va ricordato che l’investimento non è a breve ma a lungo termine, per cui i risultati saranno visibili non prima di cinque anni. Si tratta di un incremento del patrimonio altamente sicuro e per niente rischioso, non soggetto ad alcun tipo di tassazione, burocrazia e spese.

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Il diamante che vorrei

diamanti - caratiIl diamante è il prezioso più amato dalle donne. Non a caso! Si dice, infatti, che il diamante sia eterno e un uomo che regala un diamante alla propria donna vuole proprio rappresentare il suo amore eterno verso di lei.
Ma cos’è in realtà il diamante? È giunto il momento di tenersi forte perché in realtà il diamante è semplicemente una delle forme in cui si può presentare il carbonio. Più specificatamente, si parla di un reticolo cristallino formato da vari atomi di carbonio la cui disposizione origina la classica forma dell’ottaedro. Ogni diamante si forma a chilometri e chilometri di profondità. Si dice che i diamanti attuali siano per oltre il 90% ultra miliardari, e non per il loro valore intrinseco, ma perché sono nati 2-3 miliardi di anni fa a circa 200 chilometri di profondità. Proprio nelle viscere della terra, dunque, nasce il diamante a causa dell’enorme pressione a cui il carbonio è sottoposto a quelle profondità. Circa il 6% dei diamanti, poi, è considerato come super profondo perché nasce ad una profondità ancora più elevata. Chi riesce ad immaginare che un gioiello così bello possa nascere 3000 chilometri sotto terra? Ebbene, in questi rari casi è proprio così! Ogni diamante ha un suo valore che viene stabilito mediante 4 parametri: il taglio, il peso, il colore e la purezza. Si tratta della cosiddetta scala delle 4 C dato che in inglese i termini in questione iniziano tutti con questa lettera (cut, color, carat e clarity).

Il taglio è sicuramente uno degli aspetti più importanti per ogni diamante. Se si sbaglia in questa fase, infatti, si può compromettere per sempre il valore di un prezioso che, si è visto, ha origini davvero molto lontane. Il taglio più comune è quello rotondo con un totale di 57 facce che conferiscono a diamante ancora maggiore brillantezza. Proprio per questo motivo il cosiddetto taglio brillante rappresenta una delle massime espressioni nella lavorazione di ogni singolo diamante.
Naturalmente esistono molti altri tipi di taglio tra cui quello a cuore, ambitissimo da tutte le donne del globo, quello a goccia, quello quadrato o romboidale.

È giunta l’ora di smentire una volta per sempre chi ancora crede che per pesare il diamante sia necessario utilizzare solo una bilancia. Sarà, infatti, necessario abbinare all’esatto peso in grammi quella che è la caratura della pietra in questione. Un carato corrisponde, per la precisione, a 0,2 grammi. Il carato in sè, comunque, può essere diviso anche in parti più piccole, ovvero i grani (1/20 di grammo) e i punti (1/100 di grammo).

Un aspetto importantissimo nella valutazione di un diamante è il suo colore. A questo punto, una domanda potrebbe sorgere spontanea: per quale motivo si parla di colore se il diamante è bianco? Ebbene non è così perché vi sono tantissime tonalità di bianco. La scala dei colori dei diamanti è la seguente:
- D bianco eccezionale Plus
- E bianco eccezionale
- F bianco extra plus
- G bianco extra
- H bianco
- I/J bianco leggermente colorito
- K/L bianco colorito
- M, N/O, P/R, S/Z colorito
Naturalmente la scala parte dai diamanti più costosi, quelli in scala D che sono completamente incolori ma molto rare e costose. In seguito il colore si accentua, man mano che si avanza lungo la scala, fino ad arrivare ad un valore Z che è il diamante dal minore valore e maggiore colore.

La purezza è uno dei valori più importanti nella valutazione di un diamante. Anche in questo caso gli esperti utilizzano un’apposita scala che classifica i diamanti proprio in base al loro grado di purezza.
- F, diamante puro dentro e fuori a 10 ingrandimenti
- IF, diamante con nessuna caratteristica interna a 10 ingrandimenti
- VVSI 1 – VVSI 2, piccole inclusioni che non si individuano facilmente fino a 10 ingrandimenti
- VSI 1 – VSI 2, piccolissime inclusioni visibili a 10 ingrandimenti
- SI 1 – SI 2, piccole inclusioni visibili a 10 ingrandimenti
- I1, inclusioni visibili con difficoltà ad occhio nudo
- I2, inclusioni visibili ad occhio nudo
- I3, inclusioni evidenti molto visibili ad occhio nudo.

È bello chiudere con un pensiero all’amore di cui il diamante è considerato la gemma per eccellenza. Le donne, in antichità, dovevano indossarlo all’anulare in modo che il potere del diamante passasse dalla vena amoris e arrivasse dritto al cuore dove l’amore sarebbe durato per sempre. Quanto romanticismo attorno a questa pietra preziosa!

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Monete d’oro, l’investimento facile e veloce

monete d'oro da investimentoHai una piccola cifra da parte e non sai come investirla? Non ti fidi delle banche e non vuoi lasciare i soldi depositati sul conto corrente? Se ti senti rispecchiato da una di queste due affermazioni allora forse l’investimento in monete d’oro può essere quello che fa per te. Ecco tutte le cose che devi sapere per effettuare questo tipo di operazione.

CHE VUOL DIRE INVESTIRE IN MONETE D’ORO
Quando si parla di monete d’oro si fa sostanzialmente riferimento a due tipologie di prodotto. Da un lato, infatti, si parla di monete d’oro nuove, coniate dai diversi Paesi sia come moneta corrente che come monete celebrative o commemorative. Dall’altra parte, invece, si fa riferimento alle monete di oro antiche che hanno avuto valore legale nei secoli precedenti. Quando si parla, invece, di monete d’oro da investimento esclusivamente alle monete d’oro che sono state coniate successivamente al 1800 e che rientrano quindi nelle circostante descritte dall’articolo 344 di quella che viene chiamata Direttiva sull’Iva.

PERCHÉ CONVIENE INVESTIRE IN MONETE D’ORO
Sono tanti gli aspetti positivi che rendono le monete d’oro un ottimo investimento per i piccoli risparmiatori che vogliono puntare su qualcosa di sicuro. Innanzitutto sono di piccole dimensioni e possono essere conservate ovunque, anche in una semplice cassaforte in casa, senza dover spendere soldi per garantire la loro sicurezza. L’oro, poi, è considerato un bene rifugio e il suo valore difficilmente scende al di sotto di determinate quotazioni. Piuttosto è destinato ad aumentare nel tempo. Le monete d’oro sono quindi paragonabili al denaro contante in quanto la loro vendita permette un’immediata liquidità. Soprattutto, poi, se si tratta di monete d’oro nuove, l’oro contenuto sarà puro e intatto quindi la moneta avrà un valore effettivamente corrispondente alla quotazione al grammo moltiplicata per il peso complessivo della moneta. Ma il più grande vantaggio delle monete d’oro da investimento è forse quello che il loro acquisto non è soggetto all’iva: un risparmio economico non indifferente che rende, se possibile, questo investimento ancora più conveniente.

MONETE D’ORO ESENTI DA IVA
Secondo il già citato articolo 344 della Direttiva sull’Iva, le monete d’oro di peso superiore ai 900 millesimi che sono state coniate successivamente al 1800 e che hanno una purezza che deve essere pari o superiore ai 995 millesimi sono esenti dall’iva, ossia l’imposta sul valore aggiunto. Ciò vuol dire che il loro acquisto non prevede la tassazione pari al 22%: una circostanza che rende maggiormente conveniente, facile e veloce questo tipo di investimento. Ma cerchiamo di capirne di più. Ogni anno la Commissione Europea pubblica l’elenco ufficiale delle monete d’oro che sono considerate da investimento e che quindi sono esenti da iva. In particolare, per quanto riguarda l’Italia rientrano nell’elenco otto monete diverse che sono quelle da 50 e da 20 euro oltre alle lire nel conio da 5 e da 10 ma pure da 20, 40, 80 e 100 lire. La normativa stabilisce che rientrano nella categoria dell’oro da investimento di lingotti e placchette che hanno le stesse caratteristiche prima citate ma anche monete d’oro antiche che hanno avuto o che hanno ancora corso legale nel proprio Paese di produzione. L’importante in quest’ultimo caso è che il loro valore non superi l’80% del valore dell’oro effettivo che contengono. Se presentano queste caratteristiche le monete antiche non si considerano un acquisto fatto per il loro valore numismatico quanto piuttosto per il metallo prezioso che presentano e rientrano quindi a tutti gli effetti nella categoria degli investimenti. L’esenzione dall’iva, però, non può mai in alcun modo riguardare le monete d’oro che presentano una purezza inferiore ai 900 millesimi perché in questo caso non rappresenterebbero più un investimento quanto piuttosto un acquisto da collezionisti.
Scegliere di acquistare monete d’oro da investimento, dunque, non è solo conveniente ma può rappresentare anche un modo molto intelligente per investire una piccola somma di denaro oppure per preservare i propri risparmi dalle fluttuazioni del mercato e dalle bolle speculative delle banche. Per scegliere la moneta da investimento migliore, però, è sempre bene richiedere la consulenza di esperti del settore.

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Gioielli usati conservarli o cederli al compro oro

s283474598412890456_p150_i5_w300Molto spesso capita di aprire un cassetto e trovare quella vecchia collanina d’oro rotta o quel bracciale mai messo e chiedersi se conservare questi beni oppure venderli ad un compro oro. Questa scelta può dipendere da molti fattori, sicuramente se il gioiello d’oro in questione è danneggiato, non è mai stato indossato oppure non è in linea con i propri gusti si può optare per la vendita.
È in ogni caso un oggetto al quale non si è legati particolarmente e che giace nel fondo di un buio cassetto senza uno scopo ed un perché. In questo caso c’è la reale possibilità di cedere l’oro usato in cambio di denaro contante, che potrebbe servire per qualsiasi evenienza o per togliersi qualche sfizio senza per questo dover intaccare le proprie finanze. Il vantaggio di vendere gioielli usati ai compro oro è quello di poter subito monetizzare la vendita e riuscire in questo modo a fare dei nuovi acquisti. Il desiderio di comprare quell’ultimo modello di smartphone, di tablet o di andare a passare quel tanto agognato week-end fuori porta potrebbe così essere realizzato in tempi celeri.
I gioielli rotti e non usati sono un vero capitale che a volte si possiede in casa senza nemmeno saperlo. L’oro usato è il metodo migliore per avere soldi in contanti in modo sicuro e garantito. Anche i monili in argento possono essere venduti, così come ogni tipo di rottame in questa lega. Spesso capita di ritrovare in casa pezzi di vecchi servizi di posate oppure quella teiera ormai annerita e senza manico, questi oggetti senza vita e utilizzo si possono convertire in denaro da spendere come meglio si crede, liberando anche spazio prezioso in casa.
Prima di recarsi presso l’esercizio adibito a questa pratica è consigliabile pesare i propri averi in oro o argento su una bilancia digitale. In questo modo ci si potrà rendere conto del peso effettivo degli oggetti e fare un calcolo approssimativo su quanto si riuscirà a guadagnare. A questo punto si può effettuare una piccola ricerca sul web dei compro oro della zona che propongono le quotazioni migliori. Una volta effettuata la scelta si può andare di persona presso il negozio prescelto e chiedere ogni tipo di informazione.
Bisogna sempre affidarsi a degli esercizi accreditati, affidabili e che operano secondo ogni norma in vigore. Nella Capitale suggeriamo il Compro Oro Roma OroChange Per la vendita è necessario portare con sè un documento d’identità e il codice fiscale che devono sempre essere richiesti dall’esercente. Il primo step che si compie in negozio è quello della verifica e della purezza dell’oro da vendere, che il compratore solitamente svolge in pochi attimi mediante un semplice test sul posto. Si passa poi alla pesa dell’oro o argento usato e si fa il calcolo del suo valore. Se il prezzo è soddisfacente si procede all’atto di vendita, del quale si riceverà una copia. A questo punto l’affare è concluso, ci si è liberati di oggetti inutilizzati e rotti in cambio di denaro immediato e in contanti. Un modo intelligente, veloce e pratico per riuscire a realizzare ogni piccolo o grande desiderio.

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Rubino o Zaffiro per il mio anello di fidanzamento?

anello-di-fidanzamento-con-rubino-e-diamanti-blue-nileScegliere tra un rubino o uno zaffiro per il proprio anello di fidanzamento non è solo una questione di colore. Ovviamente se vi piace il rosso è meglio optare per il rubino e se invece preferite il blu conviene preferire lo zaffiro. Quali sono però le peculiarità dell’uno e dell’altro?

Che cos’è un rubino?
Chimicamente si tratta di un ossido di alluminio nella forma monocristallina. parole difficili per dire che è un composto di ossigeno ed alluminio, con alcune inclusioni di cromo. Ed è proprio quest’ultimo metallo conferisce al rubino la sua particolare colorazione. Stiamo parlando di una pietra particolarmente dura, con addirittura un bel 9 nella Scala di Mohs, seconda solo al diamante che ha 10. Proprio questa sua durezza, però comporta una certa difficoltà a trovare esemplari di rubino dalle dimensioni consistenti, visto che la loro estrazione avviene in giacimenti in depositi alluvionali. In natura, dunque, raramente troveremo un rubino con una buona limpidezza che superi i 10 carati. Ci sono poi esemplari prodotti in laboratorio attraverso vari metodi con i quali si possono ottenere gemme di dimensioni importanti, anche tra i 10 e i 40 centimetri.

Che cos’è uno zaffiro?
Anche lo zaffiro è un composto di ossigeno ed alluminio ed ha la stessa formula chimica del rubino. La colorazione blu-azzurra è dovuta in questo caso a piccole inclusioni di ematite e rutilo. Anche lo zaffiro presenta una notevole durezza, anch’esso fa registrare 9 nella Scala di Mohs. La sua estrazione avviene in depositi alluvionali ricchi di rocce metamorfiche che hanno avuto un processo di rifusione in magmi vulcanici con minima concentrazione di silice. Anche lo zaffiro può essere prodotto anche in laboratorio attraverso un processo di sintesi. Per distinguere un esemplare naturale da un esemplare sintetico occorre effettuare un esame al microscopio delle inclusioni interne. Comunque anche tra gli esemplari perfettamente naturali si possono trovare gemme di dimensioni importanti.

Differenze tra rubino e zaffiro
Per quello che abbiamo detto, a parte la differenza di colorazione, non c’è sostanziale diversità tra i rubini e gli zaffiri, almeno nella loro composizione chimica. Ci sono però delle sostanziali differenze pratiche. Se consideriamo solo le gemme naturali, tralasciando quelle sintetiche, dobbiamo innanzitutto tenere presenti le differenti dimensioni riscontrabili. Come abbiamo visto i rubini naturali sono raramente di caratura importante. Quindi se intendete acquistare un anello di fidanzamento con una gemma particolarmente grande è meglio orientarvi sul zaffiro piuttosto che sul rubino. La lavorazione delle due pietre è abbastanza simile, quindi dal punto di vista dell’incastonatura non ci sono particolari differenze tecniche. Un anello con un alloggiamento capace di ospitare un rubino può tranquillamente farlo anche con uno zaffiro. L’ideale sarebbe incastonarlo in un anello d’oro giallo.

Come scegliere la pietra adatta
Una delle caratteristiche più importanti da tenere in considerazione per la scelta della pietra è la trasparenza. Più una gemma sarà pura, senza inclusioni visibili ad occhio nudo, più sarà affascinante e avrà valore. È pertanto questa la peculiarità che va considerata maggiormente. Il prezzo salirà inevitabilmente con una maggiore trasparenza e una maggiore caratura. Anche questo va messo in conto quando si sceglie un anello di fidanzamento. Le oscillazioni di valore, infatti, possono essere importanti e una pietra a parità di caratura ma con un grado di trasparenza superiore può arrivare a costare il doppio di una pietra parzialmente impura.

Simbologia
A livello di significato della gemma, quale scegliere tra rubino e zaffiro? Anche qui dipende dal messaggio che volete trasmettere attraverso l’anello di fidanzamento. Infatti il rubino, simbolo del fuoco, è indicato qualora si voglia trasmettere amore e passione, vitalità e giovinezza. Insomma è indicato per un amore giovane e passionale. Si crede che dia stabilità alle unioni e preservi dai tradimenti. Lo zaffiro invece è il simbolo dell’immortalità e quindi è indicato qualora vogliate giurare amore eterno alla vostra amata. È anche il segno dell’unione e della pazienza, quindi indicato per una seria proposta di matrimonio. Entrambi però sono anche il simbolo, come il diamante, della purezza e dunque anche dell’amore innocente e intenso.

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Oro fisico e monete da investimento

monete investimentoE’ il momento giusto per investire in oro!

Secondo l’emerito parere di illustri studiosi dopo la discesa delle quotazioni dell’oro verificatasi nel 2013, è consigliabile investire adesso in oro fisico.
Bene di rifugio per antonomasia, l’oro fisico in questo frangente rappresenta un bene sicuro e rivalutatile nel tempo.
L’oro da investimento è rappresentato da lingotti, placchette e da monete.
Gli investitori di un certo livello sanno bene che optando per la scelta di investire in oro piuttosto che in altre valute, si prevede un’ottima fonte di guadagno, addirittura una pensione alternativa.
L’oro fisico garantisce la solubilità immediata e diventerebbe una vera e propria riserva in caso di guerre o drastiche crisi economiche.
L’oro fisico si può acquistare con un conto metalli e alla pari di un conto corrente bancario, si possono compiere innumerevoli operazioni finanziarie.
E’ possibile acquistare lingotti di varie dimensioni con formati standard da 12 chilogrammi o nel formato americano da 1 chilogrammo ma sono reperibili anche pezzature di un solo grammo.
Una maniera affidabile per investire senza problemi è quella di rivolgersi al Banco Metalli, Istituto regolarmente accreditato dalla Banca d’Italia dove operano professionisti competenti e pronti a consigliare gli investitori principianti.

Le funzioni del Banco Metalli.

Il Banco Metalli è un’importante istituzione che è nata in modo capillare su tutto il territorio nazionale. Sono molti i cittadini che approfittano di questi esercizi autorizzati per vendere gioielli dismessi, vecchie catenine inutilizzate o monili rotti per ricavarne piccole somme di denaro da riservare ad acquisti più necessari.
Gli operatori provvederanno a fondere i rottami per poi procedere alla lingottatura.
Ma al Banco Metalli non si rivolgono solo i comuni cittadini desiderosi di ricavare piccoli guadagni bensì anche quelle persone che decidono di entrare a far parte della vasta schiera di investitori di oro fisico.
Gli operatori del Banco Metalli infatti, dedicano la loro attenzione maggiore proprio a questo tipo di utenti consigliandoli e donando loro tutta l’assistenza possibile per indirizzarli verso un mondo nuovo ma sicuramente proficuo.
La serietà di questi esercizi si denota dalla supervisione della Banca d’Italia che secondo le normative che disciplinano la materia, segue i movimenti del Banco Metalli.
I professionisti sono tenuti ad annotare qualsiasi operazione di compravendita su appositi registri.

Prima di investire in monete d’oro occorre fare chiarezza.

Il mondo delle monete è molto vario e l’investitore ha bisogno di comprendere che differenza passa tra l’acquisto di monete da collezione e quelle da investimento.
E’ a questo punto che entra in gioco l’abilità dell’operatore del Banco metalli che con professionalità sarà in grado di evidenziare le differenze tra le due tipologie di monete.
Tutte le monete fanno parte della scienza numismatica ma le monete da investimento possono acquisire maggior valore, nonostante spesso non abbiano valore numismatico.
Per l’investitore è fondamentale capire le differenze tra i due esemplari poiché solo le monete da collezione seguono un regime di mercato differente per quanto riguarda la loro quotazione. Tuttavia è possibile far combaciare una passione con la possibilità di impiegare una somma di denaro in un’impresa in modo che il capitale accresca.

E’ consigliabile ricevere delle giuste garanzie prima di un acquisto.

E’ fondamentale per qualsiasi investitore, ottenere garanzie precise quando si accinge ad investire in monete d’oro.
Questo è uno dei motivi per cui bisogna rivolgersi a persone affidabili nel caso si voglia investire in questi elementi.
Per avere la certezza che le monete non siano contraffatte debbono essere state emesse da istituti che hanno le autorizzazioni necessarie.
E’ preferibile acquistare quelle monete dove sussistono valori sicuri indipendentemente dalla loro epoca come ‘le Marengo del Regno d’Italia, le Vittorio Emanuele II e III, e quelle di Umberto I.’
Ci sono invece esemplari su cui è meglio evitare di impiegare i propri risparmi come ‘le medaglie con valore nominale, le monete regionali, le serie limitate e le edizioni speciali’.
Sono monete che non mettono al sicuro il patrimonio perché con il passare degli anni potrebbero perdere il valore nominale.
Se si acquistano esemplari come il Krugerrand si può sfruttare l’effetto dello Spread rivendendole in un momento in cui sono molto richieste.
Lo spread ossia la differenza tra il valore assegnato alla moneta sul mercato e quello dell’oro in essa contenuto, non deve superare l’80%

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