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Consigli su come investire i tuoi risparmi in oro,argento e diamanti

Prezzo oro al grammo, quanto vale l’oro usato?

oro lavoratoMolti sanno che ogni giorno il mercato di Londra stabilisce la quotazione dell’oro al grammo, ossia il valore medio di riferimento, valido per tutte le operazioni di compravendita.
Quello che invece molti ignorano, andando incontro a spiacevoli sorprese, è che con questo valore, si è soliti indicare l’oro a 24 carati, (verghe, pepite, lingotti,) ossa “l’oro puro” al 99,9%:
percentuale, questa, che non corrisponde a quella “dell’oro usato”, relativa cioè, agli oggetti preziosi comunemente posseduti ed acquistati in gioielleria.
Pertanto, quando si ha necessità di stimare un gioiello, la prima cosa da fare è stabilire il suo titolo, generalmente visibile nella punzonatura.
Infatti, la caratura di un collier, di un bracciale o di un anello, ha un significato ben preciso perché corrisponde alla quantità di oro, presente nell’oggetto.
Questo significa che, per quanto preziosi, tutti i monili, essendo costituiti da leghe che contengono soltanto il 75% di oro, non possono avere un titolo superiore ai 18K.

Bisogna fare attenzione ai gioielli antichi o non realizzati in Italia, come quelli provenienti dai Paesi arabi o dagli Stati Uniti perché, in questi casi, la caratura potrebbe essere addirittura inferiore (14, 12 e talvolta anche 9 K).
Per fare chiarezza, in maniera definitiva ed inequivocabile, basta consultare il sito on line dei più famosi Compro oro, in quanto tutti riportano correttamente, una tabella con i relativi indici di riferimento.

Ma quali sono i punti di forza dell’oro e, in caso di vendita, come far fruttare al meglio l’oro usato?
Innanzitutto, se è possibile, sarebbe meglio non avere fretta e non affidare nulla al caso.
Stabiliti i parametri fondamentali per calcolare il giusto valore, è buona consuetudine informarsi sul trend dell’oro, seguendo le previsioni degli esperti o dei maggiori Istituti finanziari.
Molti analisti, ad esempio, attribuiscono alle recenti dichiarazioni di Janet Yellen, la donna più potente della Federal Reserve, la battuta d’arresto dell’oro che si è verificata nel mese di marzo appena trascorso, anche se, complessivamente nel 1° trimestre 2014, il prezzo del metallo prezioso è cresciuto del 6,8%, rispetto allo stesso periodo del 2013.
Ma proprio in questi giorni, sono bastate le attestazioni di “ritrovata stabilità” da parte della Morgan Stanley e le stime positive della Barclays britannica, a far ritornare il sorriso agli investitori e ai piccoli risparmiatori, intenzionati a vendere.
Infatti, ad aprile dovrebbe verificarsi quello che, gli esperti definiscono un “rimbalzo tecnico”, ossia un aumento consistente dei flussi sull’oro, con conseguente “trend al rialzo”, già visibile nelle prossime 3/4 settimane.

Quest’iniezione di fiducia, si traduce in buone prospettive di crescita per il metallo giallo e, quindi, la possibilità per chi deve cedere oro, di ricavare ottimi guadagni, diversamente da quanto avviene nei periodi di “trend al ribasso”.
Dopo aver monitorato l’andamento dei mercati, è importante seguire alcune regole, molto semplici ma di grande utilità.
Ad esempio, nonostante la valutazione dell’oro sia uguale in ogni angolo del pianeta, non si può dire altrettanto per le tariffe dei Compro oro, visto che ognuno compra al prezzo che vuole.
Ecco perché è importante sapere che la trattenuta del gioielliere non deve superare l’8%: qualora venga richiesta una percentuale maggiore, è meglio rivolgersi altrove.
In caso di gioielli che appartengono ad un brand famoso, si consiglia di chiedere un’ expertise a parte, perché grazie a questo valore aggiunto, potrebbero fruttare molto di più.
Diventa fondamentale, quindi, verificare la disponibilità di alcuni servizi innovativi come il “blocca prezzo on line” o la “condivisione sui social network”, che solo alcuni Compro Oro offrono, praticando, così, condizioni economiche molto più favorevoli di altri.

Ecco perché l’ultima regola è la più importante di tutte: la scelta deve ricadere sempre su un Compro Oro che appartiene ad un Gruppo solido e ben strutturato, presente non solo a livello locale, ma nazionale.
Troppi sono stati, negli ultimi anni, i commercianti che si sono intrufolati nel settore senza averne la competenza, né i requisiti, tanto che centinaia di esercizi, hanno aperto e chiuso i battenti, nel giro di pochissimo tempo.
Meglio, quindi, diffidare di coloro che smaniosi di successo, si fanno pubblicità con “slogan ad effetto” e che, magari, non chiedono nemmeno i documenti per registrare la transazione.
I migliori compro oro sono quelli che, con passione e sacrificio, hanno impiegato anni per conquistare la fiducia dei consumatori, operando secondo alti standard di qualità.
Sempre disponibili per qualsiasi preventivo gratuito, questi operatori specializzati sono costantemente alla ricerca di sistemi, sempre più innovativi e tecnologicamente avanzati, per soddisfare le diverse esigenze del cliente, anche attraverso promozioni e proposte personalizzate.

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Monete d’oro, l’investimento facile e veloce

monete d'oro da investimentoHai una piccola cifra da parte e non sai come investirla? Non ti fidi delle banche e non vuoi lasciare i soldi depositati sul conto corrente? Se ti senti rispecchiato da una di queste due affermazioni allora forse l’investimento in monete d’oro può essere quello che fa per te. Ecco tutte le cose che devi sapere per effettuare questo tipo di operazione.

CHE VUOL DIRE INVESTIRE IN MONETE D’ORO
Quando si parla di monete d’oro si fa sostanzialmente riferimento a due tipologie di prodotto. Da un lato, infatti, si parla di monete d’oro nuove, coniate dai diversi Paesi sia come moneta corrente che come monete celebrative o commemorative. Dall’altra parte, invece, si fa riferimento alle monete di oro antiche che hanno avuto valore legale nei secoli precedenti. Quando si parla, invece, di monete d’oro da investimento esclusivamente alle monete d’oro che sono state coniate successivamente al 1800 e che rientrano quindi nelle circostante descritte dall’articolo 344 di quella che viene chiamata Direttiva sull’Iva.

PERCHÉ CONVIENE INVESTIRE IN MONETE D’ORO
Sono tanti gli aspetti positivi che rendono le monete d’oro un ottimo investimento per i piccoli risparmiatori che vogliono puntare su qualcosa di sicuro. Innanzitutto sono di piccole dimensioni e possono essere conservate ovunque, anche in una semplice cassaforte in casa, senza dover spendere soldi per garantire la loro sicurezza. L’oro, poi, è considerato un bene rifugio e il suo valore difficilmente scende al di sotto di determinate quotazioni. Piuttosto è destinato ad aumentare nel tempo. Le monete d’oro sono quindi paragonabili al denaro contante in quanto la loro vendita permette un’immediata liquidità. Soprattutto, poi, se si tratta di monete d’oro nuove, l’oro contenuto sarà puro e intatto quindi la moneta avrà un valore effettivamente corrispondente alla quotazione al grammo moltiplicata per il peso complessivo della moneta. Ma il più grande vantaggio delle monete d’oro da investimento è forse quello che il loro acquisto non è soggetto all’iva: un risparmio economico non indifferente che rende, se possibile, questo investimento ancora più conveniente.

MONETE D’ORO ESENTI DA IVA
Secondo il già citato articolo 344 della Direttiva sull’Iva, le monete d’oro di peso superiore ai 900 millesimi che sono state coniate successivamente al 1800 e che hanno una purezza che deve essere pari o superiore ai 995 millesimi sono esenti dall’iva, ossia l’imposta sul valore aggiunto. Ciò vuol dire che il loro acquisto non prevede la tassazione pari al 22%: una circostanza che rende maggiormente conveniente, facile e veloce questo tipo di investimento. Ma cerchiamo di capirne di più. Ogni anno la Commissione Europea pubblica l’elenco ufficiale delle monete d’oro che sono considerate da investimento e che quindi sono esenti da iva. In particolare, per quanto riguarda l’Italia rientrano nell’elenco otto monete diverse che sono quelle da 50 e da 20 euro oltre alle lire nel conio da 5 e da 10 ma pure da 20, 40, 80 e 100 lire. La normativa stabilisce che rientrano nella categoria dell’oro da investimento di lingotti e placchette che hanno le stesse caratteristiche prima citate ma anche monete d’oro antiche che hanno avuto o che hanno ancora corso legale nel proprio Paese di produzione. L’importante in quest’ultimo caso è che il loro valore non superi l’80% del valore dell’oro effettivo che contengono. Se presentano queste caratteristiche le monete antiche non si considerano un acquisto fatto per il loro valore numismatico quanto piuttosto per il metallo prezioso che presentano e rientrano quindi a tutti gli effetti nella categoria degli investimenti. L’esenzione dall’iva, però, non può mai in alcun modo riguardare le monete d’oro che presentano una purezza inferiore ai 900 millesimi perché in questo caso non rappresenterebbero più un investimento quanto piuttosto un acquisto da collezionisti.
Scegliere di acquistare monete d’oro da investimento, dunque, non è solo conveniente ma può rappresentare anche un modo molto intelligente per investire una piccola somma di denaro oppure per preservare i propri risparmi dalle fluttuazioni del mercato e dalle bolle speculative delle banche. Per scegliere la moneta da investimento migliore, però, è sempre bene richiedere la consulenza di esperti del settore.

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Gioielli usati conservarli o cederli al compro oro

s283474598412890456_p150_i5_w300Molto spesso capita di aprire un cassetto e trovare quella vecchia collanina d’oro rotta o quel bracciale mai messo e chiedersi se conservare questi beni oppure venderli ad un compro oro. Questa scelta può dipendere da molti fattori, sicuramente se il gioiello d’oro in questione è danneggiato, non è mai stato indossato oppure non è in linea con i propri gusti si può optare per la vendita.
È in ogni caso un oggetto al quale non si è legati particolarmente e che giace nel fondo di un buio cassetto senza uno scopo ed un perché. In questo caso c’è la reale possibilità di cedere l’oro usato in cambio di denaro contante, che potrebbe servire per qualsiasi evenienza o per togliersi qualche sfizio senza per questo dover intaccare le proprie finanze. Il vantaggio di vendere gioielli usati ai compro oro è quello di poter subito monetizzare la vendita e riuscire in questo modo a fare dei nuovi acquisti. Il desiderio di comprare quell’ultimo modello di smartphone, di tablet o di andare a passare quel tanto agognato week-end fuori porta potrebbe così essere realizzato in tempi celeri.
I gioielli rotti e non usati sono un vero capitale che a volte si possiede in casa senza nemmeno saperlo. L’oro usato è il metodo migliore per avere soldi in contanti in modo sicuro e garantito. Anche i monili in argento possono essere venduti, così come ogni tipo di rottame in questa lega. Spesso capita di ritrovare in casa pezzi di vecchi servizi di posate oppure quella teiera ormai annerita e senza manico, questi oggetti senza vita e utilizzo si possono convertire in denaro da spendere come meglio si crede, liberando anche spazio prezioso in casa.
Prima di recarsi presso l’esercizio adibito a questa pratica è consigliabile pesare i propri averi in oro o argento su una bilancia digitale. In questo modo ci si potrà rendere conto del peso effettivo degli oggetti e fare un calcolo approssimativo su quanto si riuscirà a guadagnare. A questo punto si può effettuare una piccola ricerca sul web dei compro oro della zona che propongono le quotazioni migliori. Una volta effettuata la scelta si può andare di persona presso il negozio prescelto e chiedere ogni tipo di informazione.
Bisogna sempre affidarsi a degli esercizi accreditati, affidabili e che operano secondo ogni norma in vigore. Nella Capitale suggeriamo il Compro Oro Roma OroChange Per la vendita è necessario portare con sè un documento d’identità e il codice fiscale che devono sempre essere richiesti dall’esercente. Il primo step che si compie in negozio è quello della verifica e della purezza dell’oro da vendere, che il compratore solitamente svolge in pochi attimi mediante un semplice test sul posto. Si passa poi alla pesa dell’oro o argento usato e si fa il calcolo del suo valore. Se il prezzo è soddisfacente si procede all’atto di vendita, del quale si riceverà una copia. A questo punto l’affare è concluso, ci si è liberati di oggetti inutilizzati e rotti in cambio di denaro immediato e in contanti. Un modo intelligente, veloce e pratico per riuscire a realizzare ogni piccolo o grande desiderio.

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Rubino o Zaffiro per il mio anello di fidanzamento?

anello-di-fidanzamento-con-rubino-e-diamanti-blue-nileScegliere tra un rubino o uno zaffiro per il proprio anello di fidanzamento non è solo una questione di colore. Ovviamente se vi piace il rosso è meglio optare per il rubino e se invece preferite il blu conviene preferire lo zaffiro. Quali sono però le peculiarità dell’uno e dell’altro?

Che cos’è un rubino?
Chimicamente si tratta di un ossido di alluminio nella forma monocristallina. parole difficili per dire che è un composto di ossigeno ed alluminio, con alcune inclusioni di cromo. Ed è proprio quest’ultimo metallo conferisce al rubino la sua particolare colorazione. Stiamo parlando di una pietra particolarmente dura, con addirittura un bel 9 nella Scala di Mohs, seconda solo al diamante che ha 10. Proprio questa sua durezza, però comporta una certa difficoltà a trovare esemplari di rubino dalle dimensioni consistenti, visto che la loro estrazione avviene in giacimenti in depositi alluvionali. In natura, dunque, raramente troveremo un rubino con una buona limpidezza che superi i 10 carati. Ci sono poi esemplari prodotti in laboratorio attraverso vari metodi con i quali si possono ottenere gemme di dimensioni importanti, anche tra i 10 e i 40 centimetri.

Che cos’è uno zaffiro?
Anche lo zaffiro è un composto di ossigeno ed alluminio ed ha la stessa formula chimica del rubino. La colorazione blu-azzurra è dovuta in questo caso a piccole inclusioni di ematite e rutilo. Anche lo zaffiro presenta una notevole durezza, anch’esso fa registrare 9 nella Scala di Mohs. La sua estrazione avviene in depositi alluvionali ricchi di rocce metamorfiche che hanno avuto un processo di rifusione in magmi vulcanici con minima concentrazione di silice. Anche lo zaffiro può essere prodotto anche in laboratorio attraverso un processo di sintesi. Per distinguere un esemplare naturale da un esemplare sintetico occorre effettuare un esame al microscopio delle inclusioni interne. Comunque anche tra gli esemplari perfettamente naturali si possono trovare gemme di dimensioni importanti.

Differenze tra rubino e zaffiro
Per quello che abbiamo detto, a parte la differenza di colorazione, non c’è sostanziale diversità tra i rubini e gli zaffiri, almeno nella loro composizione chimica. Ci sono però delle sostanziali differenze pratiche. Se consideriamo solo le gemme naturali, tralasciando quelle sintetiche, dobbiamo innanzitutto tenere presenti le differenti dimensioni riscontrabili. Come abbiamo visto i rubini naturali sono raramente di caratura importante. Quindi se intendete acquistare un anello di fidanzamento con una gemma particolarmente grande è meglio orientarvi sul zaffiro piuttosto che sul rubino. La lavorazione delle due pietre è abbastanza simile, quindi dal punto di vista dell’incastonatura non ci sono particolari differenze tecniche. Un anello con un alloggiamento capace di ospitare un rubino può tranquillamente farlo anche con uno zaffiro. L’ideale sarebbe incastonarlo in un anello d’oro giallo.

Come scegliere la pietra adatta
Una delle caratteristiche più importanti da tenere in considerazione per la scelta della pietra è la trasparenza. Più una gemma sarà pura, senza inclusioni visibili ad occhio nudo, più sarà affascinante e avrà valore. È pertanto questa la peculiarità che va considerata maggiormente. Il prezzo salirà inevitabilmente con una maggiore trasparenza e una maggiore caratura. Anche questo va messo in conto quando si sceglie un anello di fidanzamento. Le oscillazioni di valore, infatti, possono essere importanti e una pietra a parità di caratura ma con un grado di trasparenza superiore può arrivare a costare il doppio di una pietra parzialmente impura.

Simbologia
A livello di significato della gemma, quale scegliere tra rubino e zaffiro? Anche qui dipende dal messaggio che volete trasmettere attraverso l’anello di fidanzamento. Infatti il rubino, simbolo del fuoco, è indicato qualora si voglia trasmettere amore e passione, vitalità e giovinezza. Insomma è indicato per un amore giovane e passionale. Si crede che dia stabilità alle unioni e preservi dai tradimenti. Lo zaffiro invece è il simbolo dell’immortalità e quindi è indicato qualora vogliate giurare amore eterno alla vostra amata. È anche il segno dell’unione e della pazienza, quindi indicato per una seria proposta di matrimonio. Entrambi però sono anche il simbolo, come il diamante, della purezza e dunque anche dell’amore innocente e intenso.

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Oro fisico e monete da investimento

monete investimentoE’ il momento giusto per investire in oro!

Secondo l’emerito parere di illustri studiosi dopo la discesa delle quotazioni dell’oro verificatasi nel 2013, è consigliabile investire adesso in oro fisico.
Bene di rifugio per antonomasia, l’oro fisico in questo frangente rappresenta un bene sicuro e rivalutatile nel tempo.
L’oro da investimento è rappresentato da lingotti, placchette e da monete.
Gli investitori di un certo livello sanno bene che optando per la scelta di investire in oro piuttosto che in altre valute, si prevede un’ottima fonte di guadagno, addirittura una pensione alternativa.
L’oro fisico garantisce la solubilità immediata e diventerebbe una vera e propria riserva in caso di guerre o drastiche crisi economiche.
L’oro fisico si può acquistare con un conto metalli e alla pari di un conto corrente bancario, si possono compiere innumerevoli operazioni finanziarie.
E’ possibile acquistare lingotti di varie dimensioni con formati standard da 12 chilogrammi o nel formato americano da 1 chilogrammo ma sono reperibili anche pezzature di un solo grammo.
Una maniera affidabile per investire senza problemi è quella di rivolgersi al Banco Metalli, Istituto regolarmente accreditato dalla Banca d’Italia dove operano professionisti competenti e pronti a consigliare gli investitori principianti.

Le funzioni del Banco Metalli.

Il Banco Metalli è un’importante istituzione che è nata in modo capillare su tutto il territorio nazionale. Sono molti i cittadini che approfittano di questi esercizi autorizzati per vendere gioielli dismessi, vecchie catenine inutilizzate o monili rotti per ricavarne piccole somme di denaro da riservare ad acquisti più necessari.
Gli operatori provvederanno a fondere i rottami per poi procedere alla lingottatura.
Ma al Banco Metalli non si rivolgono solo i comuni cittadini desiderosi di ricavare piccoli guadagni bensì anche quelle persone che decidono di entrare a far parte della vasta schiera di investitori di oro fisico.
Gli operatori del Banco Metalli infatti, dedicano la loro attenzione maggiore proprio a questo tipo di utenti consigliandoli e donando loro tutta l’assistenza possibile per indirizzarli verso un mondo nuovo ma sicuramente proficuo.
La serietà di questi esercizi si denota dalla supervisione della Banca d’Italia che secondo le normative che disciplinano la materia, segue i movimenti del Banco Metalli.
I professionisti sono tenuti ad annotare qualsiasi operazione di compravendita su appositi registri.

Prima di investire in monete d’oro occorre fare chiarezza.

Il mondo delle monete è molto vario e l’investitore ha bisogno di comprendere che differenza passa tra l’acquisto di monete da collezione e quelle da investimento.
E’ a questo punto che entra in gioco l’abilità dell’operatore del Banco metalli che con professionalità sarà in grado di evidenziare le differenze tra le due tipologie di monete.
Tutte le monete fanno parte della scienza numismatica ma le monete da investimento possono acquisire maggior valore, nonostante spesso non abbiano valore numismatico.
Per l’investitore è fondamentale capire le differenze tra i due esemplari poiché solo le monete da collezione seguono un regime di mercato differente per quanto riguarda la loro quotazione. Tuttavia è possibile far combaciare una passione con la possibilità di impiegare una somma di denaro in un’impresa in modo che il capitale accresca.

E’ consigliabile ricevere delle giuste garanzie prima di un acquisto.

E’ fondamentale per qualsiasi investitore, ottenere garanzie precise quando si accinge ad investire in monete d’oro.
Questo è uno dei motivi per cui bisogna rivolgersi a persone affidabili nel caso si voglia investire in questi elementi.
Per avere la certezza che le monete non siano contraffatte debbono essere state emesse da istituti che hanno le autorizzazioni necessarie.
E’ preferibile acquistare quelle monete dove sussistono valori sicuri indipendentemente dalla loro epoca come ‘le Marengo del Regno d’Italia, le Vittorio Emanuele II e III, e quelle di Umberto I.’
Ci sono invece esemplari su cui è meglio evitare di impiegare i propri risparmi come ‘le medaglie con valore nominale, le monete regionali, le serie limitate e le edizioni speciali’.
Sono monete che non mettono al sicuro il patrimonio perché con il passare degli anni potrebbero perdere il valore nominale.
Se si acquistano esemplari come il Krugerrand si può sfruttare l’effetto dello Spread rivendendole in un momento in cui sono molto richieste.
Lo spread ossia la differenza tra il valore assegnato alla moneta sul mercato e quello dell’oro in essa contenuto, non deve superare l’80%

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I compro oro non sono tutti uguali, è importante fare la scelta giusta!

gioielloAbbiamo letto nei giorni scorsi alcuni articoli riguardanti i negozi compro oro e i loro comportamenti sul mercato e nei confronti dei clienti, comportamenti definiti poco corretti dai giornalisti, che hanno espresso, a nostro modesto avviso, un parere affrettato e superficiale non tenendo conto di tutti gli aspetti che riguardano le attività compro oro.

Intanto premettiamo che i negozi compro oro e i banco metalli sono attività commerciali a tutti gli effetti che devono creare reddito agli esercenti, esattamente come tutte le altre attività di vendita al pubblico di tipo privato e imprenditoriale, in più gli esercizi commerciali compro oro e banco metalli hanno una quotazione ufficiale aggiornata in tempo reale che riguarda i preziosi; l’oro ad esempio ha una quotazione ufficiale quotidiana preparata dalle borse internazionali dove il metallo prezioso viene scambiato, ebbene i negozi di preziosi devono rispettare queste quotazioni che riguardano tuttavia l’oro puro, quello a 24 carati e da investimento per intenderci. Diversa è la situazione per i preziosi usati, in questo caso le differenze ci sono e a volte raggiungono anche il 20% di differenza di valutazione tra un negozio e l’altro perché il prezzo dell’oro usato non è regolato da una normativa ben precisa e, di conseguenza, ogni esercente stabilisce le proprie valutazioni calcolando anche le percentuali di guadagno. Tocca quindi ai clienti stare attenti e rivolgersi non al primo negozio che gli si presenta ma magari fare un giro, controllare le quotazioni stando attenti alle differenze e quindi portare i propri oggetti usati presso un’attività che li valuta di più. Inoltre le attività private, gestite in totale autonomia, all’interno hanno spesso addetti che non hanno l’esperienza necessaria, la formazione indispensabile in questo settore e che si comportano seguendo le sole direttive del titolare, situazione questa che espone l’attività ad errori o quantomeno che evidenzia una cattiva gestione commerciale.

La tecnologia e la rete oggi ci viene incontro in quanto offre spunti di tutto interesse per i clienti, ci sono i negozi che all’interno del loro sito offrono la possibilità di ottenere la migliore quotazione oro online con l’opportunità di bloccare il prezzo direttamente sul sito e poi, successivamente, vendere i beni nel punto vendita fisico, in questo caso i titolari applicheranno il prezzo fissato in precedenza dal cliente attraverso l’operazione eseguita online. I compro oro usato sono organizzati sul territorio con negozi di privati, di proprietà di imprenditori completamente autonomi che hanno deciso di cavalcare l’onda frenetica ed esplosiva di questi ultimi tempi nel settore dei preziosi oppure ci sono, praticamente in tutta la nostra bella penisola, alcuni grandi gruppi che hanno aperto un punto commerciale proprietario o attraverso la formula del franchising. Questi ultimi naturalmente facendo parte di grandi gruppi commerciali con molti negozi aperti danno maggiori garanzie sotto l’aspetto della correttezza delle operazioni e delle quotazioni offerte essendo in qualche modo controllati e consigliati dalla casa madre.

Il cliente che vuol vendere i propri preziosi usati secondo noi dovrebbe rivolgersi ad un punto vendita appartenente ad un grande gruppo, in modo tale da esser sicuro di aver svolto l’azione in modo regolare, seguendo le normative vigenti e avendo ottenuto valutazioni adeguate dei propri oggetti di valore. Tornando agli articoli riguardanti i negozi compro oro probabilmente i giornalisti autori hanno pensato che i negozi compro oro e banco metalli fossero attività di assistenza sociale o beneficienza pretendendo che gli imprenditori offrissero quotazioni sull’usato molto, troppo vicine a quelle dell’oro puro, impossibili da applicare sul mercato; inoltre riguardo alle differenze di quotazione bisogna precisare che ogni negoziante applica i prezzi sull’usato che ritiene più opportuni, in base alle proprie scelte, necessità e altre valutazioni che riguardano in modo del tutto privato il titolare del negozio; è incriticabile il comportamento commerciale di un privato cittadino con un’attività aperta al pubblico, se non andassero bene le quotazioni e le procedure utilizzate da un commerciante, saremo liberi di scegliere un compratore più adeguato alle nostre esigenze, questo è il bello del mercato libero!

Generalmente i negozi che appartiene ad un grande gruppo, possono permettersi di pagare un prezzo più alto per l’acquisto di oro usato, dopo aver controllato il sito e aver fissato il prezzo utilizzando la procedura online e, consiglio ulteriore, dopo aver pesato personalmente gli oggetti da vendere, con una bilancia o un sistema di pesatura efficace e di alta precisione. Poter controllare le quotazioni direttamente online è molto comodo e consente di risparmiare molto tempo e denaro, in più conoscendo già il peso dei beni usati da vendere potremo calcolare facilmente il controvalore in denaro che otterremo con la vendita. Ricordiamo che le nuove normative impongono che per cifre fino a 999 euro l’esercizio commerciale di compro oro e banco metalli può liquidare in contanti, per cifre superiori e cioè da 1000 compresi in su servono altri metodi come l’assegno o il bonifico, non si possono erogare in contanti cifre superiori ai 999 euro.

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Come riconoscere l’oro?

oro puroL’oro ha da sempre giocato un ruolo importante nella vita dell’uomo, fin dagli albori. Infatti gli archeologi datano l’epoca delle prime estrazioni di oro attorno al 4.000 avanti Cristo. Il successo di questo metallo prezioso è durato fino ai giorni nostri, e sicuramente anche in futuro l’oro sarà un protagonista della finanza mondiale.

D’altra parte l’oro ha caratteristiche peculiari che lo rendono attraente e, di conseguenza, prezioso. Innanzitutto è piuttosto raro, in secondo luogo le sue caratteristiche fisiche e chimiche sono molto interessanti. Infatti è inattaccabile agli agenti atmosferici: il suo colore e la sua lucentezza sono mantenuti senza pericolo di ossidazioni o mutamenti che la maggior parte degli altri metalli hanno. Solo il mercurio, l’acido nitroclorico (chiamato anche acqua regia) e l’arsenico possono danneggiarlo. In particolare, l’arsenico è in grado di scioglierlo, e per questo è utilizzato spesso nelle miniere d’oro.

Grazie alla sua duttilità e malleabilità è da sempre utilizzato per la fabbricazione di monili e gioielli. L’elevato valore commerciale ne ha fatto elemento di scambio. Storicamente, le monete venivano realizzate con questo metallo. Ancora oggi, ma solo a scopo di investimento, esistono le monete d’oro. Le più famose sono la sterlina inglese, il Krugerrand sudafricano e l’American Gold Eagle. Nelle versioni da un’oncia il prezzo di queste monete si aggira attualmente a poco meno di 900 euro, ma il loro valore non è fisso, essendo funzione della quotazione definita univocamente per tutto il mondo alla Borsa di Londra. Il cosiddetto Fixing dell’oro è determinato due volte al giorno. Il suo andamento è spesso complementare all’andamento dell’economia. Essendo considerato il bene rifugio per antonomasia, la richiesta aumenta nei periodi di crisi, così come la sua quotazione. Clamorosa è stata la sua rivalutazione nel periodo 2001 – 2011.

Un importante vantaggio che ha l’oro come investimento è dato dalla facilità della sua commercializzazione, ad esempio presso gli esercizi Compro Oro diffusi in tutte le nostre città. Nei negozi Compro Oro si possono naturalmente vendere anche altri metalli preziosi come argento e platino. Questi negozi trattano non solo monete ma anche, anzi, in particolare gioielli. Questi costituiscono il cosiddetto oro usato. La loro valutazione sarà in funzione del peso e della purezza, che, per i monili, è generalmente pari a 18 carati, cioè una quantità di oro pari a 750 parti su 1.000. Le 250 parti rimanenti sono costituite di solito da argento e rame e, in funzione delle quantità relative di questi due elementi, potremo avere l’oro giallo, l’oro bianco, l’oro rosa e l’oro rosso.

Conoscere la purezza dell’oro presente nel proprio monile è semplice: basta cercare un piccolo timbro inciso nel metallo, di forma romboidale, con all’interno i numeri corrispondenti alla purezza che, come abbiamo visto, per i gioielli è normalmente 750. Sui lingotti d’oro, che sono in sostanza di oro puro, è invece indicato 999.9. La presenza di questo marchio, chiamato anche punzonatura, è una prima garanzia del fatto che l’oggetto sia d’oro. Vediamo ora altri metodi che permettono ai non addetti ai lavori di avere una ragionevole certezza che i propri gioielli, che magari si intendono vendere, siano effettivamente d’oro.

Oltre al timbro del titolo visto precedentemente è importante che ci sia il timbro della ditta che ha realizzato il gioiello. Per vedere bene questi elementi è importante munirsi di una buona lente d’ingrandimento.

Poiché l’oro è amagnetico, un altro semplice metodo per valutarne l’autenticità si può fare con una calamita. L’oro vero non è attratto dalla stessa, per cui, se il monile si attacca, è falso.

L’ultimo metodo che citiamo, per il quale occorre una bilancia di precisione e un contenitore graduato anch’esso di precisione, è il cosiddetto metodo di Archimede. Questo metodo si basa sul ben preciso peso specifico dell’oro, che è generalmente più pesante, a parità di dimensioni, rispetto ad altri metalli. Più pesante dell’oro, tra i metalli, c’è in concreto solo il platino. Per prima cosa si pesa il gioiello. Chiamiamo il risultato che si ottiene “X”. Quindi si mette dell’acqua nel contenitore graduato, ad esempio 100 centimetri cubi. Mettendo il monile nell’acqua il volume di acqua più il metallo di cui è fatto il monile aumenterà, supponiamo di “Y” centimetri cubi. Con una calcolatrice, facendo il rapporto X/Y si otterrà un valore espresso in grammi fratto centimetri cubi che rappresenta la densità del metallo di cui è fatto l’oggetto. Se il risultato è attorno a 19.25, avremo la ragionevole certezza che si tratta di oro. Si tenga infatti presente che l’ottone ha densità attorno a 9 g/cm^3 e il ferro è a poco meno di 8 g/cm^3.

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Compravendita oro usato in totale sicurezza

gioielli usatiIn un momento come quello che stiamo vivendo ormai dal 2006, nessuna attività sembra essere al riparo da andamenti altalenanti e dai conseguenti effetti negativi. Colossali perdite di guadagno, malaffare, cattive pratiche aziendali.
Eppure esiste un settore che sembra aver fatto tesoro degli errori passati e che proprio in questo momento offre ai propri clienti il massimo delle prestazioni, della sicurezza e della convenienza.
E’ quello dei compro oro e dei banco metalli, protagonista dell’unico vero e proprio boom degli ultimi tre anni.
Era il 2011 quando apparvero i primi rinnovati negozi che invitavano a vendere l’oro usato in cambio di un guadagno immediato, congruo e legale.
Essi sfidavano la diffidenza, comprensibile, di gran parte della popolazione italiana, abituata ad assimilare i compro oro a meno nobili trafficanti di oro e denaro sporchi.
L’antica convinzione affondava le sue radici in una realtà di fatto, innegabile: un tempo ad occuparsi del mercato dei preziosi usati erano individui la cui fama non era certo delle migliori. Spesso coinvolti in indagini delle forze dell’ordine, essi esercitavano la propria attività in anfratti bui, nelle periferie delle città e attiravano nella propria rete persone in difficoltà economica pressante, disposte a vendere gli ultimi cimeli di famiglia per poche lire.

Oggi di quell’oscuro passato nulla è rimasto, se non il richiamo fatto ogni tanto dalle pellicole cinematografiche d’oltre oceano.
Il mercato dell’oro usato è riapparso in una veste completamente rinnovata ed ha poco a poco, ma inesorabilmente, riconquistato la fiducia dei consumatori, grazie a scelte commerciali vincenti e grazie alla collaborazione con le autorità competenti che rende oggi questo ambiente tra i più sicuri per commerciare preziosi.

Si calcola che nel solo 2013, il numero di coloro che hanno scelto di vendere il proprio oro si sia moltiplicato passando dall’iniziale 8%, ad un ben più cospicuo 30%.
Tra loro vi sono persone normali, dipendenti, pensionati, lavoratori autonomi, che intravedono una certa e legale possibilità di guadagno immediato, ma fanno parte del gruppo anche membri delle più ricche classi medie, interessati vuoi a rinnovare il proprio assortimento di gioielli, vuoi a far fruttare quegli oggetti ai messi e inutilizzati, magari ricavando dalla vendita il necessario per togliersi uno sfizio o farsi un regalo.

Ma cosa ha spinto tutte queste persone a fidarsi dei compro oro? Cosa ha determinato il cambiamento in atto?
Per rispondere a queste domande dobbiamo considerare un triplice ordine di fattori, che hanno influito e non poco sulla situazione attuale.

In primo luogo la convenienza. Vendere il proprio oro usato conviene, eccome. Grazie al continuo incremento di valore dei metallo biondo, rivendere i gioielli e i monili che non sono utilizzati o che sono ormai deteriorati, può rappresentare un’ottima opportunità alla portata di tutti.
E’ vero che sui mercati esso viene scambiato allo stato puro, 24 Kt, ma questo valore è comunque un riferimento importante per tutti coloro che, a vario titolo, commerciano in preziosi.

In secondo luogo il rinnovo di immagine: decisivo, efficace, massiccio.
I copro oro sono oggi vere e proprie boutique che offrono ai propri clienti una serie di servizi accessori utili ed interessanti che vanno ben oltre la compravendita dell’usato. Valutazioni, lingottatura, rivendita di oggetti d’oro ricondizionati: oggi i compro oro non son certo paragonabili a quei “baracchini”presso i quali si svendevano i propri ricordi. Sono veri e propri negozi, spesso in franchising, ben organizzati, con personale professionale, attento ed efficiente.
Di certo il merito di questo salto di qualità va ai grandi brand, nazionali e internazionali che, fiutando decisamente l’affare, hanno deciso di investire nel settore e che oggi sono ormai presenti con i punti vendita affiliati su tutti il territorio italiano, oltre che con siti web aziendali dai quali forniscono, a norma di legge, tutti i servizi propedeutici alla vendita vera e propria.

Infine, quale terzo e preponderante fattore di cambiamento, si deve considerare il rinnovato e finalmente efficace panorama legislativo, ormai perfettamente integrato con le buone pratiche commerciali perpetrate dai più illuminati tra gli operatori di settore ormai da tempo.
Grazie alla supervisione della Banca d’Italia e alla collaborazione dei compro oro e banco metalli, oggi vendere il proprio oro è facile e sicuro.
Per ottenere una valutazione iniziale, approfittare delle offerte o della funzione di blocco del prezzo, basta collegarsi ad internet ed accedere ad un sito specializzato. Inserendo i dati del monile (peso e caratura) si può ottenere in pochi istanti una valutazione basata sulla quotazione corrente dell’oro ed eventualmente decidere di fermarla a proprio vantaggio.
Non tutta la procedura può però svolgersi in via telematica: la legge impone all’esercente il controllo diretto dei documenti di identità del cedente, nel rispetto della normativa antiriciclaggio.
Per altro recarsi di persona in negozio, garantisce anche il cliente stesso, che può così assistere a tutte le fasi di pesatura e valutazione ed assicurarsi della correttezza di tutte le operazioni.
Ogni passaggio viene concertato con il privato, il quale è sempre libero di recedere, decidendo di non vendere il proprio usato qualora la valutazione proposta non lo soddisfi pienamente.

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