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Consigli su come investire i tuoi risparmi in oro,argento e diamanti

Prezzo oro al grammo, quanto vale l’oro usato?

oro lavoratoMolti sanno che ogni giorno il mercato di Londra stabilisce la quotazione dell’oro al grammo, ossia il valore medio di riferimento, valido per tutte le operazioni di compravendita.
Quello che invece molti ignorano, andando incontro a spiacevoli sorprese, è che con questo valore, si è soliti indicare l’oro a 24 carati, (verghe, pepite, lingotti,) ossa “l’oro puro” al 99,9%:
percentuale, questa, che non corrisponde a quella “dell’oro usato”, relativa cioè, agli oggetti preziosi comunemente posseduti ed acquistati in gioielleria.
Pertanto, quando si ha necessità di stimare un gioiello, la prima cosa da fare è stabilire il suo titolo, generalmente visibile nella punzonatura.
Infatti, la caratura di un collier, di un bracciale o di un anello, ha un significato ben preciso perché corrisponde alla quantità di oro, presente nell’oggetto.
Questo significa che, per quanto preziosi, tutti i monili, essendo costituiti da leghe che contengono soltanto il 75% di oro, non possono avere un titolo superiore ai 18K.

Bisogna fare attenzione ai gioielli antichi o non realizzati in Italia, come quelli provenienti dai Paesi arabi o dagli Stati Uniti perché, in questi casi, la caratura potrebbe essere addirittura inferiore (14, 12 e talvolta anche 9 K).
Per fare chiarezza, in maniera definitiva ed inequivocabile, basta consultare il sito on line dei più famosi Compro oro, in quanto tutti riportano correttamente, una tabella con i relativi indici di riferimento.

Ma quali sono i punti di forza dell’oro e, in caso di vendita, come far fruttare al meglio l’oro usato?
Innanzitutto, se è possibile, sarebbe meglio non avere fretta e non affidare nulla al caso.
Stabiliti i parametri fondamentali per calcolare il giusto valore, è buona consuetudine informarsi sul trend dell’oro, seguendo le previsioni degli esperti o dei maggiori Istituti finanziari.
Molti analisti, ad esempio, attribuiscono alle recenti dichiarazioni di Janet Yellen, la donna più potente della Federal Reserve, la battuta d’arresto dell’oro che si è verificata nel mese di marzo appena trascorso, anche se, complessivamente nel 1° trimestre 2014, il prezzo del metallo prezioso è cresciuto del 6,8%, rispetto allo stesso periodo del 2013.
Ma proprio in questi giorni, sono bastate le attestazioni di “ritrovata stabilità” da parte della Morgan Stanley e le stime positive della Barclays britannica, a far ritornare il sorriso agli investitori e ai piccoli risparmiatori, intenzionati a vendere.
Infatti, ad aprile dovrebbe verificarsi quello che, gli esperti definiscono un “rimbalzo tecnico”, ossia un aumento consistente dei flussi sull’oro, con conseguente “trend al rialzo”, già visibile nelle prossime 3/4 settimane.

Quest’iniezione di fiducia, si traduce in buone prospettive di crescita per il metallo giallo e, quindi, la possibilità per chi deve cedere oro, di ricavare ottimi guadagni, diversamente da quanto avviene nei periodi di “trend al ribasso”.
Dopo aver monitorato l’andamento dei mercati, è importante seguire alcune regole, molto semplici ma di grande utilità.
Ad esempio, nonostante la valutazione dell’oro sia uguale in ogni angolo del pianeta, non si può dire altrettanto per le tariffe dei Compro oro, visto che ognuno compra al prezzo che vuole.
Ecco perché è importante sapere che la trattenuta del gioielliere non deve superare l’8%: qualora venga richiesta una percentuale maggiore, è meglio rivolgersi altrove.
In caso di gioielli che appartengono ad un brand famoso, si consiglia di chiedere un’ expertise a parte, perché grazie a questo valore aggiunto, potrebbero fruttare molto di più.
Diventa fondamentale, quindi, verificare la disponibilità di alcuni servizi innovativi come il “blocca prezzo on line” o la “condivisione sui social network”, che solo alcuni Compro Oro offrono, praticando, così, condizioni economiche molto più favorevoli di altri.

Ecco perché l’ultima regola è la più importante di tutte: la scelta deve ricadere sempre su un Compro Oro che appartiene ad un Gruppo solido e ben strutturato, presente non solo a livello locale, ma nazionale.
Troppi sono stati, negli ultimi anni, i commercianti che si sono intrufolati nel settore senza averne la competenza, né i requisiti, tanto che centinaia di esercizi, hanno aperto e chiuso i battenti, nel giro di pochissimo tempo.
Meglio, quindi, diffidare di coloro che smaniosi di successo, si fanno pubblicità con “slogan ad effetto” e che, magari, non chiedono nemmeno i documenti per registrare la transazione.
I migliori compro oro sono quelli che, con passione e sacrificio, hanno impiegato anni per conquistare la fiducia dei consumatori, operando secondo alti standard di qualità.
Sempre disponibili per qualsiasi preventivo gratuito, questi operatori specializzati sono costantemente alla ricerca di sistemi, sempre più innovativi e tecnologicamente avanzati, per soddisfare le diverse esigenze del cliente, anche attraverso promozioni e proposte personalizzate.

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Oro fisico e monete da investimento

monete investimentoE’ il momento giusto per investire in oro!

Secondo l’emerito parere di illustri studiosi dopo la discesa delle quotazioni dell’oro verificatasi nel 2013, è consigliabile investire adesso in oro fisico.
Bene di rifugio per antonomasia, l’oro fisico in questo frangente rappresenta un bene sicuro e rivalutatile nel tempo.
L’oro da investimento è rappresentato da lingotti, placchette e da monete.
Gli investitori di un certo livello sanno bene che optando per la scelta di investire in oro piuttosto che in altre valute, si prevede un’ottima fonte di guadagno, addirittura una pensione alternativa.
L’oro fisico garantisce la solubilità immediata e diventerebbe una vera e propria riserva in caso di guerre o drastiche crisi economiche.
L’oro fisico si può acquistare con un conto metalli e alla pari di un conto corrente bancario, si possono compiere innumerevoli operazioni finanziarie.
E’ possibile acquistare lingotti di varie dimensioni con formati standard da 12 chilogrammi o nel formato americano da 1 chilogrammo ma sono reperibili anche pezzature di un solo grammo.
Una maniera affidabile per investire senza problemi è quella di rivolgersi al Banco Metalli, Istituto regolarmente accreditato dalla Banca d’Italia dove operano professionisti competenti e pronti a consigliare gli investitori principianti.

Le funzioni del Banco Metalli.

Il Banco Metalli è un’importante istituzione che è nata in modo capillare su tutto il territorio nazionale. Sono molti i cittadini che approfittano di questi esercizi autorizzati per vendere gioielli dismessi, vecchie catenine inutilizzate o monili rotti per ricavarne piccole somme di denaro da riservare ad acquisti più necessari.
Gli operatori provvederanno a fondere i rottami per poi procedere alla lingottatura.
Ma al Banco Metalli non si rivolgono solo i comuni cittadini desiderosi di ricavare piccoli guadagni bensì anche quelle persone che decidono di entrare a far parte della vasta schiera di investitori di oro fisico.
Gli operatori del Banco Metalli infatti, dedicano la loro attenzione maggiore proprio a questo tipo di utenti consigliandoli e donando loro tutta l’assistenza possibile per indirizzarli verso un mondo nuovo ma sicuramente proficuo.
La serietà di questi esercizi si denota dalla supervisione della Banca d’Italia che secondo le normative che disciplinano la materia, segue i movimenti del Banco Metalli.
I professionisti sono tenuti ad annotare qualsiasi operazione di compravendita su appositi registri.

Prima di investire in monete d’oro occorre fare chiarezza.

Il mondo delle monete è molto vario e l’investitore ha bisogno di comprendere che differenza passa tra l’acquisto di monete da collezione e quelle da investimento.
E’ a questo punto che entra in gioco l’abilità dell’operatore del Banco metalli che con professionalità sarà in grado di evidenziare le differenze tra le due tipologie di monete.
Tutte le monete fanno parte della scienza numismatica ma le monete da investimento possono acquisire maggior valore, nonostante spesso non abbiano valore numismatico.
Per l’investitore è fondamentale capire le differenze tra i due esemplari poiché solo le monete da collezione seguono un regime di mercato differente per quanto riguarda la loro quotazione. Tuttavia è possibile far combaciare una passione con la possibilità di impiegare una somma di denaro in un’impresa in modo che il capitale accresca.

E’ consigliabile ricevere delle giuste garanzie prima di un acquisto.

E’ fondamentale per qualsiasi investitore, ottenere garanzie precise quando si accinge ad investire in monete d’oro.
Questo è uno dei motivi per cui bisogna rivolgersi a persone affidabili nel caso si voglia investire in questi elementi.
Per avere la certezza che le monete non siano contraffatte debbono essere state emesse da istituti che hanno le autorizzazioni necessarie.
E’ preferibile acquistare quelle monete dove sussistono valori sicuri indipendentemente dalla loro epoca come ‘le Marengo del Regno d’Italia, le Vittorio Emanuele II e III, e quelle di Umberto I.’
Ci sono invece esemplari su cui è meglio evitare di impiegare i propri risparmi come ‘le medaglie con valore nominale, le monete regionali, le serie limitate e le edizioni speciali’.
Sono monete che non mettono al sicuro il patrimonio perché con il passare degli anni potrebbero perdere il valore nominale.
Se si acquistano esemplari come il Krugerrand si può sfruttare l’effetto dello Spread rivendendole in un momento in cui sono molto richieste.
Lo spread ossia la differenza tra il valore assegnato alla moneta sul mercato e quello dell’oro in essa contenuto, non deve superare l’80%

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I compro oro non sono tutti uguali, è importante fare la scelta giusta!

gioielloAbbiamo letto nei giorni scorsi alcuni articoli riguardanti i negozi compro oro e i loro comportamenti sul mercato e nei confronti dei clienti, comportamenti definiti poco corretti dai giornalisti, che hanno espresso, a nostro modesto avviso, un parere affrettato e superficiale non tenendo conto di tutti gli aspetti che riguardano le attività compro oro.

Intanto premettiamo che i negozi compro oro e i banco metalli sono attività commerciali a tutti gli effetti che devono creare reddito agli esercenti, esattamente come tutte le altre attività di vendita al pubblico di tipo privato e imprenditoriale, in più gli esercizi commerciali compro oro e banco metalli hanno una quotazione ufficiale aggiornata in tempo reale che riguarda i preziosi; l’oro ad esempio ha una quotazione ufficiale quotidiana preparata dalle borse internazionali dove il metallo prezioso viene scambiato, ebbene i negozi di preziosi devono rispettare queste quotazioni che riguardano tuttavia l’oro puro, quello a 24 carati e da investimento per intenderci. Diversa è la situazione per i preziosi usati, in questo caso le differenze ci sono e a volte raggiungono anche il 20% di differenza di valutazione tra un negozio e l’altro perché il prezzo dell’oro usato non è regolato da una normativa ben precisa e, di conseguenza, ogni esercente stabilisce le proprie valutazioni calcolando anche le percentuali di guadagno. Tocca quindi ai clienti stare attenti e rivolgersi non al primo negozio che gli si presenta ma magari fare un giro, controllare le quotazioni stando attenti alle differenze e quindi portare i propri oggetti usati presso un’attività che li valuta di più. Inoltre le attività private, gestite in totale autonomia, all’interno hanno spesso addetti che non hanno l’esperienza necessaria, la formazione indispensabile in questo settore e che si comportano seguendo le sole direttive del titolare, situazione questa che espone l’attività ad errori o quantomeno che evidenzia una cattiva gestione commerciale.

La tecnologia e la rete oggi ci viene incontro in quanto offre spunti di tutto interesse per i clienti, ci sono i negozi che all’interno del loro sito offrono la possibilità di ottenere la migliore quotazione oro online con l’opportunità di bloccare il prezzo direttamente sul sito e poi, successivamente, vendere i beni nel punto vendita fisico, in questo caso i titolari applicheranno il prezzo fissato in precedenza dal cliente attraverso l’operazione eseguita online. I compro oro usato sono organizzati sul territorio con negozi di privati, di proprietà di imprenditori completamente autonomi che hanno deciso di cavalcare l’onda frenetica ed esplosiva di questi ultimi tempi nel settore dei preziosi oppure ci sono, praticamente in tutta la nostra bella penisola, alcuni grandi gruppi che hanno aperto un punto commerciale proprietario o attraverso la formula del franchising. Questi ultimi naturalmente facendo parte di grandi gruppi commerciali con molti negozi aperti danno maggiori garanzie sotto l’aspetto della correttezza delle operazioni e delle quotazioni offerte essendo in qualche modo controllati e consigliati dalla casa madre.

Il cliente che vuol vendere i propri preziosi usati secondo noi dovrebbe rivolgersi ad un punto vendita appartenente ad un grande gruppo, in modo tale da esser sicuro di aver svolto l’azione in modo regolare, seguendo le normative vigenti e avendo ottenuto valutazioni adeguate dei propri oggetti di valore. Tornando agli articoli riguardanti i negozi compro oro probabilmente i giornalisti autori hanno pensato che i negozi compro oro e banco metalli fossero attività di assistenza sociale o beneficienza pretendendo che gli imprenditori offrissero quotazioni sull’usato molto, troppo vicine a quelle dell’oro puro, impossibili da applicare sul mercato; inoltre riguardo alle differenze di quotazione bisogna precisare che ogni negoziante applica i prezzi sull’usato che ritiene più opportuni, in base alle proprie scelte, necessità e altre valutazioni che riguardano in modo del tutto privato il titolare del negozio; è incriticabile il comportamento commerciale di un privato cittadino con un’attività aperta al pubblico, se non andassero bene le quotazioni e le procedure utilizzate da un commerciante, saremo liberi di scegliere un compratore più adeguato alle nostre esigenze, questo è il bello del mercato libero!

Generalmente i negozi che appartiene ad un grande gruppo, possono permettersi di pagare un prezzo più alto per l’acquisto di oro usato, dopo aver controllato il sito e aver fissato il prezzo utilizzando la procedura online e, consiglio ulteriore, dopo aver pesato personalmente gli oggetti da vendere, con una bilancia o un sistema di pesatura efficace e di alta precisione. Poter controllare le quotazioni direttamente online è molto comodo e consente di risparmiare molto tempo e denaro, in più conoscendo già il peso dei beni usati da vendere potremo calcolare facilmente il controvalore in denaro che otterremo con la vendita. Ricordiamo che le nuove normative impongono che per cifre fino a 999 euro l’esercizio commerciale di compro oro e banco metalli può liquidare in contanti, per cifre superiori e cioè da 1000 compresi in su servono altri metodi come l’assegno o il bonifico, non si possono erogare in contanti cifre superiori ai 999 euro.

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Come riconoscere l’oro?

oro puroL’oro ha da sempre giocato un ruolo importante nella vita dell’uomo, fin dagli albori. Infatti gli archeologi datano l’epoca delle prime estrazioni di oro attorno al 4.000 avanti Cristo. Il successo di questo metallo prezioso è durato fino ai giorni nostri, e sicuramente anche in futuro l’oro sarà un protagonista della finanza mondiale.

D’altra parte l’oro ha caratteristiche peculiari che lo rendono attraente e, di conseguenza, prezioso. Innanzitutto è piuttosto raro, in secondo luogo le sue caratteristiche fisiche e chimiche sono molto interessanti. Infatti è inattaccabile agli agenti atmosferici: il suo colore e la sua lucentezza sono mantenuti senza pericolo di ossidazioni o mutamenti che la maggior parte degli altri metalli hanno. Solo il mercurio, l’acido nitroclorico (chiamato anche acqua regia) e l’arsenico possono danneggiarlo. In particolare, l’arsenico è in grado di scioglierlo, e per questo è utilizzato spesso nelle miniere d’oro.

Grazie alla sua duttilità e malleabilità è da sempre utilizzato per la fabbricazione di monili e gioielli. L’elevato valore commerciale ne ha fatto elemento di scambio. Storicamente, le monete venivano realizzate con questo metallo. Ancora oggi, ma solo a scopo di investimento, esistono le monete d’oro. Le più famose sono la sterlina inglese, il Krugerrand sudafricano e l’American Gold Eagle. Nelle versioni da un’oncia il prezzo di queste monete si aggira attualmente a poco meno di 900 euro, ma il loro valore non è fisso, essendo funzione della quotazione definita univocamente per tutto il mondo alla Borsa di Londra. Il cosiddetto Fixing dell’oro è determinato due volte al giorno. Il suo andamento è spesso complementare all’andamento dell’economia. Essendo considerato il bene rifugio per antonomasia, la richiesta aumenta nei periodi di crisi, così come la sua quotazione. Clamorosa è stata la sua rivalutazione nel periodo 2001 – 2011.

Un importante vantaggio che ha l’oro come investimento è dato dalla facilità della sua commercializzazione, ad esempio presso gli esercizi Compro Oro diffusi in tutte le nostre città. Nei negozi Compro Oro si possono naturalmente vendere anche altri metalli preziosi come argento e platino. Questi negozi trattano non solo monete ma anche, anzi, in particolare gioielli. Questi costituiscono il cosiddetto oro usato. La loro valutazione sarà in funzione del peso e della purezza, che, per i monili, è generalmente pari a 18 carati, cioè una quantità di oro pari a 750 parti su 1.000. Le 250 parti rimanenti sono costituite di solito da argento e rame e, in funzione delle quantità relative di questi due elementi, potremo avere l’oro giallo, l’oro bianco, l’oro rosa e l’oro rosso.

Conoscere la purezza dell’oro presente nel proprio monile è semplice: basta cercare un piccolo timbro inciso nel metallo, di forma romboidale, con all’interno i numeri corrispondenti alla purezza che, come abbiamo visto, per i gioielli è normalmente 750. Sui lingotti d’oro, che sono in sostanza di oro puro, è invece indicato 999.9. La presenza di questo marchio, chiamato anche punzonatura, è una prima garanzia del fatto che l’oggetto sia d’oro. Vediamo ora altri metodi che permettono ai non addetti ai lavori di avere una ragionevole certezza che i propri gioielli, che magari si intendono vendere, siano effettivamente d’oro.

Oltre al timbro del titolo visto precedentemente è importante che ci sia il timbro della ditta che ha realizzato il gioiello. Per vedere bene questi elementi è importante munirsi di una buona lente d’ingrandimento.

Poiché l’oro è amagnetico, un altro semplice metodo per valutarne l’autenticità si può fare con una calamita. L’oro vero non è attratto dalla stessa, per cui, se il monile si attacca, è falso.

L’ultimo metodo che citiamo, per il quale occorre una bilancia di precisione e un contenitore graduato anch’esso di precisione, è il cosiddetto metodo di Archimede. Questo metodo si basa sul ben preciso peso specifico dell’oro, che è generalmente più pesante, a parità di dimensioni, rispetto ad altri metalli. Più pesante dell’oro, tra i metalli, c’è in concreto solo il platino. Per prima cosa si pesa il gioiello. Chiamiamo il risultato che si ottiene “X”. Quindi si mette dell’acqua nel contenitore graduato, ad esempio 100 centimetri cubi. Mettendo il monile nell’acqua il volume di acqua più il metallo di cui è fatto il monile aumenterà, supponiamo di “Y” centimetri cubi. Con una calcolatrice, facendo il rapporto X/Y si otterrà un valore espresso in grammi fratto centimetri cubi che rappresenta la densità del metallo di cui è fatto l’oggetto. Se il risultato è attorno a 19.25, avremo la ragionevole certezza che si tratta di oro. Si tenga infatti presente che l’ottone ha densità attorno a 9 g/cm^3 e il ferro è a poco meno di 8 g/cm^3.

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Compravendita oro usato in totale sicurezza

gioielli usatiIn un momento come quello che stiamo vivendo ormai dal 2006, nessuna attività sembra essere al riparo da andamenti altalenanti e dai conseguenti effetti negativi. Colossali perdite di guadagno, malaffare, cattive pratiche aziendali.
Eppure esiste un settore che sembra aver fatto tesoro degli errori passati e che proprio in questo momento offre ai propri clienti il massimo delle prestazioni, della sicurezza e della convenienza.
E’ quello dei compro oro e dei banco metalli, protagonista dell’unico vero e proprio boom degli ultimi tre anni.
Era il 2011 quando apparvero i primi rinnovati negozi che invitavano a vendere l’oro usato in cambio di un guadagno immediato, congruo e legale.
Essi sfidavano la diffidenza, comprensibile, di gran parte della popolazione italiana, abituata ad assimilare i compro oro a meno nobili trafficanti di oro e denaro sporchi.
L’antica convinzione affondava le sue radici in una realtà di fatto, innegabile: un tempo ad occuparsi del mercato dei preziosi usati erano individui la cui fama non era certo delle migliori. Spesso coinvolti in indagini delle forze dell’ordine, essi esercitavano la propria attività in anfratti bui, nelle periferie delle città e attiravano nella propria rete persone in difficoltà economica pressante, disposte a vendere gli ultimi cimeli di famiglia per poche lire.

Oggi di quell’oscuro passato nulla è rimasto, se non il richiamo fatto ogni tanto dalle pellicole cinematografiche d’oltre oceano.
Il mercato dell’oro usato è riapparso in una veste completamente rinnovata ed ha poco a poco, ma inesorabilmente, riconquistato la fiducia dei consumatori, grazie a scelte commerciali vincenti e grazie alla collaborazione con le autorità competenti che rende oggi questo ambiente tra i più sicuri per commerciare preziosi.

Si calcola che nel solo 2013, il numero di coloro che hanno scelto di vendere il proprio oro si sia moltiplicato passando dall’iniziale 8%, ad un ben più cospicuo 30%.
Tra loro vi sono persone normali, dipendenti, pensionati, lavoratori autonomi, che intravedono una certa e legale possibilità di guadagno immediato, ma fanno parte del gruppo anche membri delle più ricche classi medie, interessati vuoi a rinnovare il proprio assortimento di gioielli, vuoi a far fruttare quegli oggetti ai messi e inutilizzati, magari ricavando dalla vendita il necessario per togliersi uno sfizio o farsi un regalo.

Ma cosa ha spinto tutte queste persone a fidarsi dei compro oro? Cosa ha determinato il cambiamento in atto?
Per rispondere a queste domande dobbiamo considerare un triplice ordine di fattori, che hanno influito e non poco sulla situazione attuale.

In primo luogo la convenienza. Vendere il proprio oro usato conviene, eccome. Grazie al continuo incremento di valore dei metallo biondo, rivendere i gioielli e i monili che non sono utilizzati o che sono ormai deteriorati, può rappresentare un’ottima opportunità alla portata di tutti.
E’ vero che sui mercati esso viene scambiato allo stato puro, 24 Kt, ma questo valore è comunque un riferimento importante per tutti coloro che, a vario titolo, commerciano in preziosi.

In secondo luogo il rinnovo di immagine: decisivo, efficace, massiccio.
I copro oro sono oggi vere e proprie boutique che offrono ai propri clienti una serie di servizi accessori utili ed interessanti che vanno ben oltre la compravendita dell’usato. Valutazioni, lingottatura, rivendita di oggetti d’oro ricondizionati: oggi i compro oro non son certo paragonabili a quei “baracchini”presso i quali si svendevano i propri ricordi. Sono veri e propri negozi, spesso in franchising, ben organizzati, con personale professionale, attento ed efficiente.
Di certo il merito di questo salto di qualità va ai grandi brand, nazionali e internazionali che, fiutando decisamente l’affare, hanno deciso di investire nel settore e che oggi sono ormai presenti con i punti vendita affiliati su tutti il territorio italiano, oltre che con siti web aziendali dai quali forniscono, a norma di legge, tutti i servizi propedeutici alla vendita vera e propria.

Infine, quale terzo e preponderante fattore di cambiamento, si deve considerare il rinnovato e finalmente efficace panorama legislativo, ormai perfettamente integrato con le buone pratiche commerciali perpetrate dai più illuminati tra gli operatori di settore ormai da tempo.
Grazie alla supervisione della Banca d’Italia e alla collaborazione dei compro oro e banco metalli, oggi vendere il proprio oro è facile e sicuro.
Per ottenere una valutazione iniziale, approfittare delle offerte o della funzione di blocco del prezzo, basta collegarsi ad internet ed accedere ad un sito specializzato. Inserendo i dati del monile (peso e caratura) si può ottenere in pochi istanti una valutazione basata sulla quotazione corrente dell’oro ed eventualmente decidere di fermarla a proprio vantaggio.
Non tutta la procedura può però svolgersi in via telematica: la legge impone all’esercente il controllo diretto dei documenti di identità del cedente, nel rispetto della normativa antiriciclaggio.
Per altro recarsi di persona in negozio, garantisce anche il cliente stesso, che può così assistere a tutte le fasi di pesatura e valutazione ed assicurarsi della correttezza di tutte le operazioni.
Ogni passaggio viene concertato con il privato, il quale è sempre libero di recedere, decidendo di non vendere il proprio usato qualora la valutazione proposta non lo soddisfi pienamente.

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Pietre preziose e gioielli dove acquistarli?

gioielli e pietreNonostante il difficile periodo che sta attraversando l’economia mondiale, i gioielli, le pietre e i metalli preziosi rimangono oggetti molto ambiti soprattutto dalla clientela femminile, e se un tempo erano il chiaro simbolo del potere e della ricchezza, oggi rappresentano uno status symbol da ostentare e a cui la gente non sa proprio rinunciare.
Diamanti, zaffiri e rubini. Ma anche smeraldi, topazi e turchesi sono le pietre più costose e più comunemente incastonate per personalizzare oggetti e gioielli.

Il loro valore commerciale è molto elevato e dipende dalla purezza e dal colore con cui le si trova in natura e, ovviamente, dall’abilità di chi le intaglia e le plasma.

Le pietre preziose (diamanti, acquamarine, ametiste, giade, opali, lapislazzuli, smeraldi, rubini, turchesi, tormaline, zaffiri, ecc) possono avere taglio e forme diverse e spesso non vengono commercializzate per la creazione di preziosi da indossare, ma rappresentano oggetti destinati al collezionismo o certificati a scopo di investimento.
A parità di tipologia e di qualità, più una pietra preziosa è grande più aumenta il suo valore, cioè ha un prezzo al carato più elevato per il semplice motivo che le pietre più grandi sono più difficili da trovare. L’unica eccezione a questa regola del prezzo può essere rappresentata dal tipo di lavorazione, che in certi casi è particolare ed elaborata.

Per rendere l’idea, il valore di un diamante è dato dal sommarsi di più fattori quali la forma, il peso in carati, le proporzioni, il taglio, la purezza, il colore, la simmetria, la lucidatura e la fluorescenza. Le quotazioni di questa pietra preziosa sono date da una tabella che tiene conto di tutte queste discriminanti e ne individua il prezzo a seconda delle diverse caratteristiche individuali. Per 0,23 carati, ad esempio, il costo può variare da poche centinaia di euro fino a superare abbondantemente il migliaio di euro per le gemme di fascia più alta.


Per gli zaffiri il discorso non si discosta di molto. Questa pietra può avere diversi colori, più gradi di purezza e il valore dipende sempre dal carato. Gli zaffiri blu, generalmente trattati con la tecnica del riscaldamento, hanno prezzi che variano dai 200 fino ai 600 dollari al carato. Gli zaffiri non trattati, essendo molto rari, hanno quotazioni superiori ai mille dollari al carato.

Il rubino, secondo solo al diamante in quanto a prestigio, ha un prezzo leggermente inferiore, ma comunque molto elevato. 

Nell’ultimo decennio c’è stata una forte espansione delle attività di compro oro, in un primo momento come tradizionali negozi ormai presenti in maniera capillare sull’intero territorio italiano e, negli ultimi anni anche come negozi virtuali on line.

Queste attività nate principalmente per il ritiro di metalli preziosi usati (oro, argento, platino e palladio) si sono specializzati con il passare del tempo in una serie di attività meno note alla clientela. Oltre a vendere monete, lingotti e diamanti da investimento, trattano orologi di lusso e vendono gioielli ricondizionati che sono veri e propri preziosi di seconda mano, controllati, sistemati e totalmente ripristinati come se fossero appena stati fabbricati.
Questi articoli rappresentano una fantastica occasione per comprare un oggetto con valore e caratteristiche identiche a quelle del prodotto nuovo da negozio a prezzi vantaggiosi (con riduzioni che possono arrivare anche al 50% del listino originale).

Esattamente come è sempre accaduto per gli oggetti antichi, oggi, acquistare un gioiello rigenerato permette di avere un oggetto pari al nuovo, ma che segue la quotazione di un listino dell’usato, senza riportare visibili tracce della sua precedente vita.

Questa pratica ormai molto diffusa, si può notare anche navigando in internet tra i molteplici siti ufficiali dei banchi metallo che, generalmente, dedicano un’apposita sezione alla rivendita di prodotti praticamente nuovi a prezzi notevolmente ridotti.
Questo commercio rappresenta, inoltre, un’ottima opportunità anche per chi decide di liberarsi di preziosi fuori moda o non più graditi, ottenendo in cambio nuove risorse economiche da investire per la realizzazione di nuovi progetti o da usare per altre necessità.

Nelle sezioni dedicate ai gioielli rigenerati si possono sfogliare veri e propri cataloghi di prodotti in cui vengono specificati tutti i dettagli in modo da poter fare un rapido confronto con gli stessi articoli nuovi presenti nelle gioiellerie.

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L’oro e i differenti settori d’utilizzo

gioielliTra le sostanze rinvenibili in natura, un posto di tutto rilievo è occupato, ormai da millenni da un metallo, dal caratteristico colore giallo e oggi assunto a simbolo di ricchezza, a causa della sua rarità e della particolarità delle sue caratteristiche: l’oro.

Dal punto di vista chimico, l’oro (simbolo Au, dal termine latino “aurum”), l’oro è un metallo di transizione, appartenente alla categoria dei cosiddetti metalli nobili.
Il colore giallo, tratto distintivo e universalmente riconosciuto, si deve alla reazione della superficie all’assorbimento di una particolare lunghezza di onde luminose, quelle del blu.
L’oro è un metallo duttile, particolarmente malleabile, ma nel contempo incredibilmente resistente.
E’ in grado di sopportare inalterato il passaggio del tempo e il contatto con l’aria, a causa del quale non sviluppa in genere ossidazione e, allo stato attuale delle conoscenze, si ritiene che esso reagisca soltanto se messo a contatto con ione cianuro e acqua regia, sostanze che in effetti vengono ancora oggi utilizzate sia in fase estrattiva che nei processi di fusione.

Per l’oro si utilizza in genere una particolare unità di misura, il carato, che in verità trova la sua origine nel campo orafo, dove viene utilizzata per la definizione delle differenti leghe, al fine di indicarne la purezza o meglio la finezza, sulla base del rapporto tra oro puro e altri metalli.
Il carato è una unità di misura nota fin dai tempi antichi, che oggi trova ampio impiego in gioielleria, essendo utilizzata anche nei confronti delle pietre preziose. Deve il suo nome al seme di carrube, utilizzato quale termine di paragone e caratterizzato per una costanza pressoché assoluta del peso, pari a 0,2 gr.
Secondo questo sistema, la purezza dell’oro si misura sulla base di un sistema a base 24: l’oro puro è cioè composto di 24 parti di metallo biondo su 24 ed è quindi indicato con la caratura 24 kt.
In verità l’oro 24 kt non viene utilizzato tal quale in campo orafo per la creazione di gioielli o monili. In genere esso è commercializzato a scopo di investimento sotto forma di lingotti o barre da investimento.
Sebbene infatti l’oro sia molto apprezzato per la sua duttilità, l’eccessiva morbidezza ne impedisce l’uso allo stato puro in campo orafo.
Per questo motivo si ricorre all’uso di leghe in oro, che sfruttano la capacità dei metalli nobili di legarsi con altri elementi e che danno luogo a materiali molto più resistenti alla lavorazione.
A tale scopo, l’oro viene unito ad altri metalli, principalmente all’argento, al rame e al nickel, utilizzati in diverse proporzioni a seconda dello scopo che si intende raggiungere.

Nel campo dei gioielli, ad esempio, la lega più diffusa sul mercato italiano è sicuramente quella a 18 kt, che contiene il 75% di oro puro.
Si tratta di uno standard ormai riconosciuto e che viene considerato particolarmente buono e pregiato per le produzioni orafe di comune circolazione.
A seconda del tipo di metalli che si uniscono in lega all’oro, è possibile ottenere delle mutazioni che non riguardano soltanto la durezza, e quindi il comportamento dell’elemento, ma che influiscono spesso notevolmente, sulla sua resa estetica.
Eì molto frequente, ad esempio, il ricorso all’argento e al rame, al fine anche di schiarire il composto, la cui cromia vira dal giallo al rosso, ed abbassare la temperatura di fusione, al fine di rendere molo più semplici, eventuali successive manipolazioni o riparazioni dell’oggetto.
Con l’aggiunta di nickel si ottiene invece il rinomato oro bianco, che per la sua lucentezza e il suo colore, è stato spesso utilizzato quale succedaneo del molto più costoso e raro platino.

scheda madreMa non solo di gioielli si parla, quando si guarda al campo di utilizzo dell’oro.
Questo metallo prezioso, unico per le sue caratteristiche, ci ha abituato, fin dagli albori della società umana, a prestarsi ad un gran numero di diversi usi.
Oggi possiamo trovare l’oro praticamente ovunque, anche là dove la sua presenza sembra davvero strana e non opportuna.
Grazie alla capacità di condurre elettricità, l’oro puro trova oggi largo impiego in campo industriale, elettrico ed elettronico.
Si calcola, ad esempio, che nei computers domestici siano presenti circa 6 gr del biondo metallo, allocati principalmente nella scheda madre.
Allo stesso modo è possibile verificare di persona la presenza di oro puro nei cellulari e nei tablet, semplicemente spostando dal proprio alloggio la batteria: l’oro puro è lì, sotto forma di contatto, che riluce in tutto il suo splendore.

Notevoli, seppur poco conosciuti, sono anche gli impieghi in campo medico, dove l’oro viene usato sia nella sua forma pura che in lega.
Noto fin da tempi ormai lontani è ad esempio l’oro in forma colloidale, in passato ritenuto un vero e proprio elisir di lunga vita.
Si tratta di una miscela, nella quale si trovano disperse particelle d’oro di infima dimensione, addirittura sub-micrometrica, che assume una colorazione tra il rosso e il giallo a seconda delle effettive dimensioni delle particelle.
Essa viene usata con successo nella cura dell’artrite reumatoide, ma sembrano ancora molto ampie le possibilità di sviluppo di questa terapia, se solo si pensi che, stando a recenti studi di laboratorio, esso potrebbe trovare impiego nella cura dell’Alzheimer.
E’ invece una lega 18 kt, quella utilizzata in amalgama in campo dentistico, con ormai comprovati risultati di resistenza e tollerabilità da parte dei pazienti.

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