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Consigli su come investire i tuoi risparmi in oro,argento e diamanti

Prezzo oro al grammo, quanto vale l’oro usato?

oro lavoratoMolti sanno che ogni giorno il mercato di Londra stabilisce la quotazione dell’oro al grammo, ossia il valore medio di riferimento, valido per tutte le operazioni di compravendita.
Quello che invece molti ignorano, andando incontro a spiacevoli sorprese, è che con questo valore, si è soliti indicare l’oro a 24 carati, (verghe, pepite, lingotti,) ossa “l’oro puro” al 99,9%:
percentuale, questa, che non corrisponde a quella “dell’oro usato”, relativa cioè, agli oggetti preziosi comunemente posseduti ed acquistati in gioielleria.
Pertanto, quando si ha necessità di stimare un gioiello, la prima cosa da fare è stabilire il suo titolo, generalmente visibile nella punzonatura.
Infatti, la caratura di un collier, di un bracciale o di un anello, ha un significato ben preciso perché corrisponde alla quantità di oro, presente nell’oggetto.
Questo significa che, per quanto preziosi, tutti i monili, essendo costituiti da leghe che contengono soltanto il 75% di oro, non possono avere un titolo superiore ai 18K.

Bisogna fare attenzione ai gioielli antichi o non realizzati in Italia, come quelli provenienti dai Paesi arabi o dagli Stati Uniti perché, in questi casi, la caratura potrebbe essere addirittura inferiore (14, 12 e talvolta anche 9 K).
Per fare chiarezza, in maniera definitiva ed inequivocabile, basta consultare il sito on line dei più famosi Compro oro, in quanto tutti riportano correttamente, una tabella con i relativi indici di riferimento.

Ma quali sono i punti di forza dell’oro e, in caso di vendita, come far fruttare al meglio l’oro usato?
Innanzitutto, se è possibile, sarebbe meglio non avere fretta e non affidare nulla al caso.
Stabiliti i parametri fondamentali per calcolare il giusto valore, è buona consuetudine informarsi sul trend dell’oro, seguendo le previsioni degli esperti o dei maggiori Istituti finanziari.
Molti analisti, ad esempio, attribuiscono alle recenti dichiarazioni di Janet Yellen, la donna più potente della Federal Reserve, la battuta d’arresto dell’oro che si è verificata nel mese di marzo appena trascorso, anche se, complessivamente nel 1° trimestre 2014, il prezzo del metallo prezioso è cresciuto del 6,8%, rispetto allo stesso periodo del 2013.
Ma proprio in questi giorni, sono bastate le attestazioni di “ritrovata stabilità” da parte della Morgan Stanley e le stime positive della Barclays britannica, a far ritornare il sorriso agli investitori e ai piccoli risparmiatori, intenzionati a vendere.
Infatti, ad aprile dovrebbe verificarsi quello che, gli esperti definiscono un “rimbalzo tecnico”, ossia un aumento consistente dei flussi sull’oro, con conseguente “trend al rialzo”, già visibile nelle prossime 3/4 settimane.

Quest’iniezione di fiducia, si traduce in buone prospettive di crescita per il metallo giallo e, quindi, la possibilità per chi deve cedere oro, di ricavare ottimi guadagni, diversamente da quanto avviene nei periodi di “trend al ribasso”.
Dopo aver monitorato l’andamento dei mercati, è importante seguire alcune regole, molto semplici ma di grande utilità.
Ad esempio, nonostante la valutazione dell’oro sia uguale in ogni angolo del pianeta, non si può dire altrettanto per le tariffe dei Compro oro, visto che ognuno compra al prezzo che vuole.
Ecco perché è importante sapere che la trattenuta del gioielliere non deve superare l’8%: qualora venga richiesta una percentuale maggiore, è meglio rivolgersi altrove.
In caso di gioielli che appartengono ad un brand famoso, si consiglia di chiedere un’ expertise a parte, perché grazie a questo valore aggiunto, potrebbero fruttare molto di più.
Diventa fondamentale, quindi, verificare la disponibilità di alcuni servizi innovativi come il “blocca prezzo on line” o la “condivisione sui social network”, che solo alcuni Compro Oro offrono, praticando, così, condizioni economiche molto più favorevoli di altri.

Ecco perché l’ultima regola è la più importante di tutte: la scelta deve ricadere sempre su un Compro Oro che appartiene ad un Gruppo solido e ben strutturato, presente non solo a livello locale, ma nazionale.
Troppi sono stati, negli ultimi anni, i commercianti che si sono intrufolati nel settore senza averne la competenza, né i requisiti, tanto che centinaia di esercizi, hanno aperto e chiuso i battenti, nel giro di pochissimo tempo.
Meglio, quindi, diffidare di coloro che smaniosi di successo, si fanno pubblicità con “slogan ad effetto” e che, magari, non chiedono nemmeno i documenti per registrare la transazione.
I migliori compro oro sono quelli che, con passione e sacrificio, hanno impiegato anni per conquistare la fiducia dei consumatori, operando secondo alti standard di qualità.
Sempre disponibili per qualsiasi preventivo gratuito, questi operatori specializzati sono costantemente alla ricerca di sistemi, sempre più innovativi e tecnologicamente avanzati, per soddisfare le diverse esigenze del cliente, anche attraverso promozioni e proposte personalizzate.

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Diamanti da investimento, quanto rendono

Diamanti da investimento, quanto rendono

Ormai è noto a tutti che i diamanti sono un ottimo investimento, che può essere molto più sicuro rispetto ad altri tipi di investimento. Ma quanto possono rendere? Scopriamolo insieme nella guida che segue.

Perché i diamanti sono un ottimo investimento
I diamanti sono un ottimo investimento innanzitutto perché si tratta di pietre molto rare e per questo ancora più preziose: i giacimenti di diamanti sono destinati ad esaurirsi e non sempre si riesce a scoprire nuovi giacimenti che possano rimpiazzare quelli esauriti, e questo rende ogni diamante un piccolo capolavoro molto raro. Inoltre ogni diamante è una pietra con caratteristiche uniche e irripetibili per cui è ancora più raro. Dal punto di vista fiscale, i diamanti non sono interessati dalle tasse di successione ne dal capital gain e quindi sono molto convenienti. È vero che, in quanto beni di lusso, sui diamanti è applicata l’iva al 22% ma è possibile ovviare a questo problema depositando i diamanti di proprietà in zone franche. Non c’è bisogno, però, di arrivare in Paesi esotici o nella nota Svizzera perché in Italia ci sono alcune zone franche come Genova, la Valle d’Aosta e Gorizia. Per tutte queste caratteristiche i diamanti rappresentano una delle migliori forme di investimento che ci possano essere attualmente sul mercato ma soprattutto possono essere alla portata di tutti se si rispecchiano alcuni piccoli accorgimenti per fare un investimento oculato.

Quanto può rendere un investimento in diamanti
È molto difficile rispondere a questa domanda proprio perché ogni diamante è diverso dall’altro ed è molto difficile riuscire a dare una valutazione generica delle pietre. Il valore di un diamante dipende ovviamente dalla purezza della pietra ma anche dal colore e dal taglio. Infine anche la caratura è un elemento che contribuisce ad aumentare o diminuire il valore di una pietra. Se proprio si desidera dare un valore generico, allora si possono analizzare i dati degli ultimi dieci anni. Ebbene, i dati dicono che l’incremento annuo del valore dei diamanti è di circa il 4,5%. Questo fa dei diamanti un investimento con un profilo di rischio davvero molto basso, che anzi si dimostra sicuro e affidabile nel tempo. L’importante è che la pietra che si decide di acquistare come investimento sia pura e sia possibilmente certificata. Si tratta di un documento che racconta la storia della pietra e ne illustre tutte le caratteristiche, una carta di identità importantissima per salvaguardare l’investimento fatto ma anche per riuscire a rivendere più facilmente la pietra in caso di necessità di liquidità. Le pietre certificate, quindi, devono essere preferite a quelle prive di certificazione nel caso di acquisto di un diamante da investimento, indipendentemente dal suo costo.

Come far rendere l’investimento in diamanti
È possibile riuscire a mettere in piedi una serie di accorgimenti per rendere l’investimento in diamanti ancora più produttivo. Il primo suggerimento è quello di imparare ad utilizzare uno strumento importante come Rapaport, un report settimanale che di sette giorni in sette giorni contribuisce ad informare gli investitori sull’andamento dei prezzi dei diamanti. In questo modo tutti potranno avere sempre il polso della situazione e acquistare o vendere nei momenti più opportuni. Un altro elemento che occorre tener presente è rappresentato dalla difficoltà di riuscire a vendere in modo veloce e con un buon margine di guadagno i diamanti che superano i due carati. È consigliabile, allora, scegliere di acquistare pietre più piccole oppure rivolgersi ad intermediari specializzati se si è in possesso di pietre più grandi che si desidera vendere. Gli intermediari, però, hanno dei costi elevati e questo potrebbe abbassare il margine di guadagno per il venditore. Meglio rivolgersi a società specializzate che acquistano in proprio le pietre così da realizzare un ritorno più alto e veloce, soddisfacendo il bisogno di liquidità dell’investitore. I diamanti, quindi, continuano a rappresentare una delle forme di investimento più sicure nel tempo, a riparo da qualsiasi bolla speculativa tipica dei mercati finanziari: è sufficiente solo capire come far fruttare al meglio il proprio investimento attraverso qualche semplice accortezza.

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Trend dei diamanti intesi come bene rifugio

art02Fino a pochi anni fa, il bene rifugio per eccellenza era l’oro. Il trend però adesso è cambiato e vede come protagonista i diamanti. Secondo la finanza, infatti, queste pietre sono la forma più concentrata di ricchezza al mondo, ma gli investitori non le avevano ancora considerate, a causa della grande differenza che può esserci da pezzo a pezzo, rendendo così soggettivo il valore e di conseguenza la vendita diventava più complicata. La tecnologia però è venuta in aiuto agli investitori. Infatti, ogni pietra verrà inserita su un chip che permetterà di valutarla immediatamente basandosi sulla quota di scambio e sull’autenticazione istantanea. Un marchio sviluppato dall’International Institute of Diamond Grading and Research (IIDGR), parte del gruppo angloamericano De Beers fornirà un’ulteriore garanzia.
De Beers è il maggiore produttore di diamanti per valore e un leader nell’attrezzatura che valuta e autentica i diamanti, tradizionalmente venduti come gemme a un gruppo limitato di persone di fiducia chiamate sightholder. La compravendita si è però gradualmente aperta e nel 2008 De Beers ha iniziato a vendere diamanti grezzi con aste online, mentre recentemente ha fatto lo stesso con quelli lavorati. Si tratta così del primo ed unico scambio elettronico per il commercio di diamanti a livello di investimento. Secondo molti, questo cambiamento è molto positivo, poichè fornisce trasparenza al prezzo del diamante.
Ad ogni modo, la crisi economica e politica degli ultimi tempi ha spinto i possessori di grandi capitali a investire nei diamanti, poichè offrono invisibilità e mobilità senza eguali. Bisogna però considerare che esistono tre grandi categorie di mercato. La prima riguarda quelli industriali e danneggiati, usati per pulire altri diamanti e nella produzione di chip elettronici, processori e componenti laser. Poi ci sono le gemme utilizzate nell’oreficeria e infine quelli perfetti o quasi, ideali come beni rifugio. Mentre i prezzi di questi hanno visto un trend di grande crescita, ci sono state deviazioni, soprattutto negli anni appena successivi alla crisi. Infatti, siccome le finanze degli addetti al settore si prosciugavano, erano costretti a ridurre gli acquisti di diamanti dai produttori e rivenderli ad un prezzo minore. La situazione restò grave fino al 2014, anno in cui i prezzi dei grezzi scesero del 7% nell’ultimo trimestre. Questa volta era colpa della Antwerp Diamond Bank, che si trovò costretta a chiudere dopo che una grossa vendita ad un’azienda cinese andò in fumo. La ADB fu una grande fonte di finanze agli addetti ai lavori nella città belga per 80 anni, centro mondiale di questa industria.
Ora però il mercato ha ripreso e De Beers prevede che i prezzi ritorneranno quelli di una volta in poco tempo. Le fluttuazioni a breve termine, però, non preoccupano gli investitori. Infatti, per loro l’impotante è salire da una crisi o una situazione qualsiasi con un bene rifugio. Il modo per capire se si è fatto un buon investimento è prendere un trend e considerarlo con una cadenza di tre anni, o meglio ancora di cinque. Secondo le previsioni di Bain & Company, la domanda di diamanti sorpasserà le scorte entro il 2020. In questo modo, il mercato degli investimenti sta per intraprendere un ruolo cruciale nell’industria di queste pietre.
Comprare quote di una compagnia mineraria è sicuramente la strada più conosciuta per chi investe nel commercio. La catena del diamante va dall’estrazione fino alla vendita passando dalla lavorazione. I minatori si assumono il rischio maggiore e spendono la maggior parte del loro tempo all’interno di questa catena, eppure vendono la produzione molto velocemente, perchè spesso sono sottocapitalizzati e vogliono solamente estrarre, dimostrare che hanno ragione riguardo alla geologia per assicurare il prossimo carico di finanziamento. L’industria dei diamanti è una delle poche che funziona al contrario, poichè chi si trova alla fine della corrente ha maggior potere e guadagna nettamente di più. Una grande ambizione è perciò quella di diventare verticale, anche se gli ultimi tentativi si sono rivelati fallimentari.
La globalizzazione ha colpito anche i diamanti e i mercati di queste pietre si sono spostati da New York e dall’Europa verso Sud ed Est, con Dubai come maggiore rappresentante, assieme a Cina, India e Russia. Secondo molti consulenti, il fatto stesso di investire in diamanti significa che vengono considerati come un bene, contrastando con i messaggi tradizionali che si erano invece centrati sul romanticismo e sul mistero. La prospettiva delle miniere a secco, così come il ritorno dei diamanti da più di un carato e la crescente domanda da parte delle nuove economie stanno generando un gran dibattito riguardo ai beni rifugio. Ci vogliono 10 anni e parecchi miliardi di dollari affinchè la scoperta di un giacimento di kimberlite diventi una miniera di diamanti redditizia. Purtroppo però negli ultimi 20 anni non sono state fatte scoperte significanti.
Ad ogni modo, l’unico modo per riuscire con successo ad investire nei diamanti è affidarsi alle imprese e alle strutture specializzate.

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Diamanti sempre più preziosi se certificati

diamanti certificatiInvestire in beni di rifugio può rappresentare una valida alternativa alle classiche forme d’investimento, in particolare quando il mondo della finanza dà evidenti segni di crisi. Tra questi beni spiccano sempre di più i diamanti e la loro richiesta sul mercato sta aumentando in modo esponenziale. Attenzione però, perché investire in diamanti comporta seri rischi se non si hanno conoscenze di base e ci si affida alle persone sbagliate. Ecco allora alcuni consigli per investire in diamanti senza fregature.

Diamanti si, ma solo se certificati

Quando decidiamo di investire dei soldi in diamanti, ricordiamo di acquistare solo ed esclusivamente diamanti certificati, ovvero delle gemme che sono state sottoposte ad analisi specifiche da parte di laboratori riconosciuti a livello internazionale. Ciò significa che se la certificazione proviene da chi non ha le credenziali, può prestarsi a dubbie interpretazioni, con il rischio di ritrovarvi tra le mani un diamante dal valore incerto e che difficilmente riuscirete a rivendere.
Per investire in modo sicuro, il consiglio è quello di acquistare esclusivamente diamanti con certificazione IGI, GIA o HRD. Queste tre sigle indicano le iniziali dell’istituto che le rilascia e nello specifico:

- IGI (International Gemological Institute) è la certificazione rilasciata dall’Istituto Gemmologico Internazionale con sede ad Anversa (Belgio), che oltre alla autenticità del diamante ne attesta la purezza, la brillantezza, il taglio, il colore, nonché dimensione e forma.

- HRD (Hoge Raad voor Diamant) viene rilasciato dall’Alto Consiglio dei Diamanti, sempre con sede ad Anversa. Anche quest’istituto certifica l’autenticità della gemma e tutte le altre caratteristiche viste prima.

- GIA (Gemological Institute of America) è il certificato rilasciato dall’Istituto Gemmologico degli Stati Uniti con sede a Los Angeles.

Per un investimento sicuro è preferibile acquistare esclusivamente diamanti con le suddette certificazioni, perché solo così è possibile valutare un diamante e farne la comparazione con altri simili.

Caratteristiche dei diamanti certificati

Ogni laboratorio gemmologico prima di rilasciare la certificazione effettua una serie di analisi per valutare le cosiddette 4C, ovvero il colore (colour), il peso (carat), il taglio (cut) e la purezza (clarity). Si tratta di quattro elementi che stanno alla base della qualificazione e valutazione di un diamante. Per chi non fosse esperto del settore, i diamanti da scegliere come forma di investimento sono quelli con caratura tra 0,5 e 1,5 e con un colore che va dal D ad H; come taglio è preferibile scegliere dal very good in su e come purezza da IF a VF. Un’altra cosa molto importante da tener conto quando si acquistano dei diamanti è quello della “rarità”, ossia è consigliato scegliere dei pezzi rari, rispetto a quelli più comuni, questo perché in futuro sarà molto più semplice rivendere un diamante raro piuttosto che uno uguale a tanti altri.

Quanto valgono i diamanti

Per sapere quanto vale un diamante si fa riferimento al listino Rapaport, cioè un listino de prezzi all’ingrosso pubblicato tutti i giovedì a New York in cui si valuta l’andamento del mercato dei diamanti in tutto il mondo. Il Rapaport viene utilizzato da tutti coloro che si occupano di questo tipo di investimenti ed indica il prezzo base da cui far partire le contrattazioni. Anche il listino Raparport è basato sulle 4C, ossia quelle particolari caratteristiche dei diamanti che stanno alla base della certificazione di autenticità.
Un’ultima cosa che vale la pena ricordare è che l’investimento in diamanti è un investimento a lungo termine, ciò significa che per iniziare a guadagnare da questo tipo di investimento occorre avere pazienza e aspettare almeno 5 anni. Inoltre, si tratta di un investimento vantaggioso in quanto non soggetto ad alcun tipo di tassazione. In ogni caso è sempre bene affidarsi a chi ha un minimo di esperienza in materia e se possibile rivolgersi direttamente a chi vende diamanti, evitando intermediari che ne faranno lievitare il prezzo o far pagare delle commissioni sulla transazione.

 

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Rubino in blister o montato a gioiello

Rubino montato a gioielloLe pietre preziose
Un buon investimento alternativo
Uniche, rare, bellissime e con un valore economico considerevole, le pietre preziose possono essere una valida idea nel caso in cui si voglia investire i propri risparmi e diversificare il proprio portafoglio. Il loro fascino non solo è collegato a un interesse economico, ma anche alla loro bellezza. Basta considerare per esempio il rosso acceso di un rubino, sia semplicemente in un blister che montato su un gioiello. Ma quali sono le sue caratteristiche? Può essere considerato un valido investimento?

Il rubino
Caratteristiche della pietra
Quando si parla di rubino si fa riferimento a un particolare tipo di minerale della specie del corindone, un cristallo di ossido di alluminio. La differente composizione del rubino determina una colorazione che affascina da sempre l’immaginario dell’essere umano. Al suo interno ritroviamo elementi come il cromo, il ferro e il titanio. In base alle loro percentuali la pietra acquisterà una gradazione di colore differente. Il suo rosso intenso è dato da una percentuale di cromo maggiore, mentre nel caso in cui acquisisca una tonalità più scura, tendente al marrone,è per via di una presenza maggiore di ferro.

La scelta della pietra
Come valutare un rubino
Acquistare un rubino può essere un buon investimento. In commercio sono presenti tantissime varietà di questa pietra preziosa. Al momento della scelta potrebbe essere utile considerare alcuni aspetti:
- il colore: il primo fattore è il colore del rubino. Comunemente si definisce rosso, ma è un termine troppo generico. Infatti il rubino può acquisire diverse colorazioni, anche in base alla sua provenienza, dal rosso purpureo o rosso arancio a sfaccettature di porpora e viola;
- la purezza: con questo termine si considera una pietra preziosa che non abbia elementi impuri, o anche definiti inclusioni, al suo interno. Più una pietra è trasparente, maggiore è il suo grado di purezza;
- la provenienza: sul mercato sono presenti differenti tipologie di rubini che si diversificano in base al loro colore e alla provenienza. Un esempio sono quelli chiamati rosso sangue di piccione, provenienti dalle miniere della Birmania. Sono i più puri con un colore rosso acceso e ora anche i più rari. Le miniere di rubini sono presenti anche in altri paesi. In base alla loro provenienza acquisiscono colorazioni uniche. Per esempio, quelli provenienti dalla Cambogia sono caratterizzati da una tipologia di pietra con colore rosso chiaro e inserti arancio. I rubini dello Sri Lanka invece, hanno una colorazione simile al lampone. Quelli che provengono dalla Tanzania si riconoscono per il loro rosso intenso. Il rubino del Malawi ha una tonalità molto simile al rosa, così come quello del Madagascar che si caratterizza per differenti colorazioni di rosa intenso con tratti violacei;
- il taglio: ulteriore aspetto da considerare è la tipologia di taglio. Infatti il rubino normalmente viene tagliato in forma ovale, tonda oppure quadrata. Ma sarà possibile avere differenti forme in base alle proprie necessità;
- carati: infine il valore del rubino viene identificato anche in base al carato che rappresenta la massa della gemma. Più alto è il carato e maggiore sarà il prezzo.

Comprare un rubino
Cosa significa rubino in blister o montato a gioiello
È possibile acquistare un rubino online o recandosi da un fornitore specializzato in pietre preziose. Nel momento in cui decidete di effettuare questo investimento, si potrà comprarlo sia in blister o montato su un gioiello. Il blister è una confezione sigillata che proviene direttamente dal laboratorio in cui è stato tagliato il minerale prezioso e che contiene al suo interno il rubino. Quando arriva al rivenditore insieme al blister sarà presente una certificazione che identifica in ogni sua caratteristica il rubino. Acquistare una pietra in blister può essere un ottimo investimento, dato che avrete un documento che certifica la sua provenienza e storia.
Un rubino incastonato in un gioiello per certi aspetti può acquisire anche un valore aggiuntivo, collegato alla montatura e alla tipologia del materiale che viene utilizzato, come per esempio l’oro. Un rubino applicato su un gioiello sembra avere una vita propria, una bellezza unica soprattutto se è creato ad arte. Infatti al valore della pietra si aggiunge anche l’abilità dell’orafo. Nel momento in cui viene indossato, bisogna però fare attenzione a non danneggiarlo.

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 Come diversificare gli investimenti con i diamanti

come acquistare un diamante da investimento

come acquistare un diamante da investimento

Diversificare è uno dei cardini su cui si basa il manuale del bravo investitore. Il capitale di ogni risparmiatore andrebbe infatti suddiviso in diverse tranche, con ogni parte da dedicare a investimenti che hanno rendimenti e orizzonti temporali diversi. La diversificazione è fondamentale per evitare che il capitale si svaluti con investimenti a basso rendimento o al contrario subisca gravi e importanti perdite con scelte troppo rischiose. All’interno di una buona diversificazione devono essere presenti entrambi i profili di investimento, naturalmente con percentuali diverse e si sta sviluppando in questi ultimi anni una nuova forma di investimento, quella nelle materie prime fisiche.

I diamanti
Quando si parla di materie prime il metallo che viene subito in mente e sul quale effettivamente esiste un mercato aperto 24 ore su 24, 7 giorni su 7, all’interno del quale investono figure professionali e non, di tutto il mondo, è l’oro, ma esiste anche un altro materiale, oltre l’argento, molto prezioso, ancor più del cosiddetto petrolio giallo, che può essere considerato un’alternativa di investimento, un bene rifugio nei momenti in cui i mercati sono soggetti a forte volatilità: il diamante.
L’investimento in diamanti ha conosciuto negli ultimi anni un rapido sviluppo grazie ad alcune caratteristiche peculiari possedute esclusivamente da questo metallo. Intanto le sue dimensioni che lo rendono un perfetto strumento per movimentare valore, così piccolo eppure così prezioso. Il diamante, così come l’oro e l’argento, non subiscono gli effetti dell’inflazione, ma anzi acquistano più valore al suo crescere, sono un bene durevole, sono infatti il prodotto più duro sulla Terra a prova quindi di rottura. Il diamante è qualcosa di tangibile, a differenza di azioni e certificati, che non solo può essere visto e toccato, ma essendo considerato anche un gioiello e un bene di lusso, può anche essere indossato e mostrato.

Investire in diamanti
L’investimento in diamanti, come detto in precedenza, può rientrare in un’ottica di diversificazione del rischio e dell’orizzonte temporale nell’investire il proprio capitale. A questo specifico segmento, in particolare, si deve dedicare solo una porzione minoritaria dell’intero portafoglio, perché il mercato è in realtà complesso e ricco di insidie.
Prima di avventurarsi nell’investimento in diamanti è bene conoscere almeno un minimo le regole e i termini, in altre parole le basi del mestiere. Innanzitutto il modo in cui un diamante è catalogato e giudicato secondo il sistema delle 4 C che sono Cut (taglio), Clarity (purezza), Color (colore) e Carat weight (peso in carati). Anche all’interno dello stesso investimento, rimane sempre una buona regola diversificare, magari comprando, con il budget destinato a questo mercato, più diamanti di colore diverso, non sapendo se in futuro acquisterà più valore il diamante rosa piuttosto che il diamante blu.
Inoltre bisogna imparare a non avere fretta nell’effettuare l’acquisto di un diamante, ma valutarlo dopo aver comparato i prezzi tra loro, è facile infatti confrontare il prezzo fra diverse offerte di venditori per pietre simili, certo diventa una pratica più complessa e richiede più preparazione ed esperienza quando a confrontarsi sono diamanti con colori diversi.
Una pietra comune, che tutti hanno e che quindi tutti possono offrire, nel momento in cui si vende subisce una forte concorrenza da altri possibili venditori, al contrario un diamante naturale con caratteristiche speciali, una pietra rara, ha più capacità di sfruttare la sua unicità.

I rischi legati all’investimento in diamanti
Per evitare sorprese, quando si acquista un diamante sia online che da un rivenditore, è importante che la pietra sia certificata, perché anche lievi variazioni di un attributo possono portare a grandi oscillazioni nel prezzo. In particolare meglio se la certificazione sia GIA che è il più controllato e famoso istituto gemmologico nel mondo.
Uno dei problemi legati al mercato dei diamanti è che, al contrario di oro e argento che hanno una quotazione e un mercato regolamentato, i diamanti ne sono sprovvisti. C’è quindi molto spesso poca chiarezza e trasparenza sui prezzi, soprattutto per i diamanti colorati la cui valutazione si basa su domanda e offerta.
Il secondo inconveniente che riguarda i diamanti è che non sono facilmente liquidabili, mentre l’acquisto risulta più facile infatti, la vendita comporta non poche difficoltà. Alcune aziende che lo comprano come se fosse oro, offrono prezzi molto bassi e poco convenienti, una soluzione può essere considerata quella di affidarsi alle aste organizzate da Sotheby’s e Christie’s, riservate però alle pietre di fascia alta.
In ultimo, attenzione alle truffe che provengono anche da soggetti che meno ti aspetti come banche o società specializzate, colpevoli sovente di vendere ai risparmiatori a prezzi gonfiati le pietre preziose.
Calma e pazienza sono le parole d’ordine nel momento in cui ci si avvicina a questo tipo di investimento senza fermarsi alle apparenze, ricordando comunque che comprare diamanti è un investimento a lungo termine, con oscillazioni vincenti ma nel tempo.

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Mercato oro usato, esiste ancora?

mercato dell'oro usatoIl mercato dell’oro usato è ancora florido, o al contrario si tratta di un settore che ha subito una flessione importante nella sua storia più recente?
Si può affermare senza esitazioni che quello dell’oro usato è un mercato ancora molto vivo, come testimoniato in modo inequivocabile dal fatto che nelle città italiane sono ancora presenti tantissime attività di compro oro.
Questo settore dunque non è affatto in crisi, semmai si può sostenere che esso è stato interessato da importanti cambiamenti rispetto ai suoi albori.
In molti ricorderanno che in un passato non lontano, indicativamente attorno al 2005, i compro oro vissero un vero e proprio boom: esercizi commerciali di questo tipo iniziarono a proliferare da Nord a Sud, la concorrenza tra le aziende del settore divenne spietata, e anche tra i contenuti pubblicitari i compro oro costituivano una presenza pressoché costante.
In tale periodo i compro oro riuscirono a costruire dei business molto cospicui, e non è certo per caso se questo successo così evidente ha corrisposto, a livello indicativo, con il culmine della crisi economica che ha interessato l’Italia.
Tra il 2000 e il 2010 infatti moltissimi cittadini italiani sono venuti a conoscenza del fatto che era possibile vendere in modo completamente legale degli oggetti in oro al fine di trasformarli in denaro contante, di conseguenza non hanno esitato ha perseguire questa possibilità pur di avere a disposizione un po’ di liquidità in più.
Sarà certamente accaduto che alcune famiglie si siano private di oggetti in oro a malincuore, proprio perché la loro condizione di difficoltà economica le ha portate a compiere simili rinunce.
Oggi il settore dei compro oro si presenta tuttavia in una “veste” completamente differente: a rivolgersi a queste aziende non sono più persone in difficoltà economica che pur di avere a disposizione del denaro si privano di oggetti in oro appartenenti alla famiglia, bensì delle persone che dispongono di un reddito.
L’odierno cliente medio del compro oro, quindi, non ha esigenze economiche particolari, semplicemente è consapevole del fatto che la vendita di oggetti in oro usati può rivelarsi un’opportunità interessante e per tale motivo decide di coglierla.
Ciò che il cliente di un compro oro riesce ad assicurarsi, dunque, rappresenta nella grande maggioranza dei casi un utile “extra” grazie al quale riesce a concedersi qualche piccolo sfizio, dalla cena al ristorante allo smartphone nuovo, dal viaggio con gli amici all’accessorio per la propria auto.
Al di là di questi importanti cambiamenti è fondamentale sottolineare che il settore dei compro oro è divenuto molto più ferreo sul piano delle normative, e questo è senza dubbio un bene.
Grazie all’introduzione di regole sempre più stringenti e grazie alla rigorosa tracciabilità di ogni singola operazione, oggi si è riuscito a escludere in modo pressoché totale l’eventualità che i compro oro possano in qualche modo agevolare delle attività poco lecite.
Anzitutto è interessante sottolineare che i compro oro sono soggetti a norme ferree dal punto di vista dell’antiriciclaggio, peraltro in questo settore la soglia massima dei pagamenti in contanti è molto più bassa rispetto a quella generica: mentre nel commercio è possibile effettuare in contanti i pagamenti fino a 3.000 €, gli esercenti dei compro oro possono riconoscere in questa modalità quanto dovuto ai loro clienti entro un massimo di 499,99 €.
Questo non significa, sia ben chiaro, che non si possano effettuare operazioni economicamente più consistenti, semplicemente per le medesime è necessario che le transazioni vengano eseguite con mezzi tracciabili, dunque ad esempio tramite assegno o bonifico bancario.
Oggi l’esercente ha l’obbligo di identificare il cliente che presenta degli oggetti in oro, richiedendo i suoi documenti di identità, inoltre con altrettanta precisione deve essere tenuta traccia della vendita compiuta, annotando non solo la data, ma anche l’orario in cui è avvenuta: grazie a queste disposizioni di legge, dunque, è esclusa l’eventualità che un malvivente possa vendere degli oggetti in oro rubati facendola franca.
A carico dell’esercente, inoltre, vi sono anche una serie di obblighi specifici: gli addetti ad esempio sono tenuti a segnalare per tempo qualsiasi operazione che, sulla base di specifici parametri, potrebbe essere considerata “sospetta”.
L’odierno mondo dei compro oro è dunque un settore assolutamente “pulito”, scevro da qualsiasi connotazione negativa.
L’introduzione di leggi rigorose è stata sicuramente molto importante nel cambiamento che ha interessato il mondo dei compro oro, parallelamente a questo va sottolineato che le aziende del settore offrono ai clienti dei servizi sempre più validi.
Da questo punto di vista si può anzitutto sottolineare che gli odierni compro oro perseguono delle politiche di massima trasparenza, di conseguenza anche i clienti che non hanno nessuna conoscenza del settore hanno modo di informarsi con grande facilità sul valore dei loro oggetti e sui loro diritti di consumatori.
Chi si rivolge ai compro oro inoltre può usufruire di una serie di strumenti preziosissimi per vendere i propri beni nel modo più fruttuoso possibile: oggi ad esempio è possibile “bloccare” la miglior quotazione utilizzando degli appositi strumenti online, molto pratici nel loro utilizzo e determinanti per riuscire a massimizzare la fruttuosità della propria vendita.

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Quali pietre preziose acquistare per investimento

investire in pietre prezioseDecidere di investire in pietre preziose è la risposta ad una esigenza di monetizzazione lenta ma ben remunerata. Molti sono i soggetti che si orientano verso questo mercato ma per farlo, vi è la necessità di un’adeguata formazione.

Si sa che sin dall’antichità le gemme ma anche l’oro e l’argento venivano scambiati con le stesse modalità previste per il denaro. Attualmente, acquistare e rivendere gemme, significa assicurarsi il capitale privato senza assoggettarlo alla perdita di valore, cosa che accade per il denaro.

Vi sono molti corsi dedicati agli orafi ma anche ai semplici appassionati al settore delle gemme e dei preziosi, che permettono di acquisire le adeguate competenze. Questi infatti cercano di insegnare le differenze soprattutto in materia di diamanti, pietre preziose di colore diverso e perle. La loro utilità è volta sia alla vendita ma anche alla semplice comprensione, importante nel caso in cui si voglia optare per un investimento. Per evitare problemi o di incorrere in truffe, è bene quindi saper valutare una certa pietra preziosa, usare la corretta nomenclatura, leggere correttamente i certificati gemmologici. Con gli strumenti adatti si potranno dare risposte adatte all’acquirente, se il corso è rivolto a gioiellieri e venditori. Mentre se si è investitori, frequentare corsi del genere servirà a valutare al meglio l’oggetto prezioso.

Cosa ci si aspetta da un investimento in pietre preziose?

Quando si decide di guardare al mercato dei preziosi, bisogna considerare che questa non è una modalità veloce per monetizzare e vi sono anche dei rischi riassumibili in tale regola: “maggiore è il profitto e maggiore è il rischio” e aggiungiamo che l’investimento in pietre preziose paga solo in un lungo periodo. Ma cosa si intende per lungo periodo? Non meno di dieci anni, per cui in questo tipo di mercato bisogna essere anche molto pazienti.

Le pietre preziose

Scegliere quale pietra preziosa è adatta a incrementare il proprio patrimonio non è semplice. È necessario avere una giusta formazione per evitare falsi e truffe. Optare per il diamante significa aver a che fare con un gioiello raro, non sempre reperibile in tutti i continenti. Per questa ragione la domanda di diamanti sul mercato è costantemente alta. Si tratta di una gemma perfetta. Ha una elevata durezza, colori scintillanti e intensi e soprattutto brilla. Ciò che deve interessare però, è ovviamente la sua rarità.

Investire in diamanti significa anche imbattersi alle volte in un mercato clandestino e quindi fuori legge. È importante acquistare pietre che posseggano certificati gemmologici di caratura internazionale, ben sigillati e che abbiano un numero di certificazione adatto al riconoscimento, come GIA, HRD, IGI.

I diamanti vanno acquistati presso mercati leciti e sicuri, con le dovute garanzie, avendo ben chiaro il significato della caratura, la purezza del diamante, il suo colore. Solo da questi elementi sarà possibile ricavarne il giusto prezzo.

Altre pietre preziose su cui investire

Non solo i diamanti sono adatti per un investimento. Ci sono infatti altre pietre preziose di colore diverso, adatte ad una monetizzazione a lungo termine.

I rubini ad esempio sono gemme molto interessanti. Appartengono alla famiglia degli zaffiri, sono durevoli e di piccole dimensioni. Gli zaffiri invece hanno delle quotazioni di mercato non molto alte, per cui è possibile acquistarli a prezzi ragionevoli. I loro colori sono scintillanti, belli e duraturi nel tempo. È facile trovare zaffiri di colore rosa ma anche blu. Il valore non viene ricavato in base al colore.

Le perle sono considerate un’ottima forma di investimento, è necessario che queste siano naturali per essere considerate preziose e non di allevamento. Una perla preziosa viene selezionata per colore, lustro, forma e luce che riflette. Sono questi gli elementi utili per poter fare un buon acquisto.

Vi sono molte altre pietre preziose che permettono di guadagnare nel lungo periodo. Possiamo scegliere tra spinelli, alessandriti, smeraldi. Il consiglio importante è saper riconoscere il valore e avere strumenti necessari adatti a selezionare la gemma più preziosa. Inoltre, va ricordato che l’investimento non è a breve ma a lungo termine, per cui i risultati saranno visibili non prima di cinque anni. Si tratta di un incremento del patrimonio altamente sicuro e per niente rischioso, non soggetto ad alcun tipo di tassazione, burocrazia e spese.

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